Italia: meno batterie raccolte per un cambio di norme

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Recupero batterie
Recupero batterie

Nel 2024, in Italia sono state raccolte 8.868 tonnellate di batterie portatili esauste. Questo dato, certificato dal Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (Cdcnpa), ha segnato una flessione del 14,6% rispetto all’anno precedente, con una diminuzione di 1.515 tonnellate. Le cifre includono le comuni batterie stilo, le pile a bottone e quelle integrate in smartphone e computer portatili.

Tuttavia, questo calo non riflette un peggioramento del sistema di gestione, ma è la conseguenza di un cambiamento normativo. Come spiegato da Laura Castelli, presidente del Cdcnpa, l’entrata in vigore del regolamento europeo 2023/1542 ha modificato i criteri di classificazione. Alcune tipologie, come le batterie al nichel cadmio o al piombo, precedentemente conteggiate tra le portatili, sono state riclassificate come industriali e quindi escluse dal computo.

Infatti, la quota gestita direttamente dal sistema coordinato dal Cdcnpa è risultata in crescita, passando dalle 5.353 tonnellate del 2023 alle 5.436 del 2024. Parallelamente, è stata rafforzata l’infrastruttura sul territorio: la rete nazionale ha raggiunto i 15.053 punti di raccolta iscritti, con un aumento del 3,6% in un anno e del 37% negli ultimi cinque anni.

La rete è composta da negozi, centri comunali, impianti di trattamento e altri punti autorizzati. Sebbene oltre il 70% di questi sia costituito da punti vendita della grande distribuzione, il contributo maggiore ai volumi raccolti continua a provenire dai centri di raccolta comunali, che confermano il loro ruolo strategico.

A livello geografico, il Nord Italia si conferma l’area più virtuosa con 6.499 tonnellate, guidato da Piemonte (2.316 tonnellate), Lombardia (1.870) e Veneto (1.073). Il Centro Italia ha contribuito con 1.447 tonnellate, con Lazio (548), Toscana (449) e Marche (229) in testa. Il Sud e le Isole hanno registrato la crescita più sostenuta nella rete di punti (+5,7%), totalizzando 922 tonnellate, con Campania (264), Sardegna (181) e Puglia (166) come regioni principali.

Nonostante i progressi infrastrutturali, l’Italia rimane distante dagli obiettivi europei. Il tasso di raccolta nazionale del 2024 si è fermato al 36,5%, molto lontano dal target del 73% fissato per il 2030. Per colmare questa distanza, la presidente Castelli ha sottolineato che “la possibilità di aumentare la raccolta parte sempre dal gesto del singolo cittadino”, evidenziando la necessità di una maggiore partecipazione attiva.

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