Toni Nadal analizza la sconfitta di Sinner a Parigi

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Sport tennis
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Toni Nadal, storico coach e zio di Rafael, ha definito “scioccante” l’eliminazione di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros. L’esperto allenatore non si capacita di come l’altoatesino abbia perso contro Juan Manuel Cerundolo dopo essere stato ampiamente in vantaggio.

Secondo Nadal, l’ipotesi più probabile è quella di un crollo fisico. Ha escluso che la causa sia stata l’ansia, ritenendo più plausibile che Sinner, dopo aver dominato, sia rimasto senza energie. Ha definito “molto strano” che il numero uno del mondo sia uscito così presto in uno Slam che puntava a vincere, parlando di “grande sfortuna”.

L’allenatore spagnolo ha ridimensionato l’incidenza del caldo come fattore critico. Ha ricordato che Sinner ha già vinto in condizioni climatiche più severe, come in Australia o negli USA. Per Toni Nadal, si è trattato di un problema circoscritto a quel match, poiché i tennisti sono atleti preparati ad affrontare tali difficoltà.

Guardando al futuro, il consiglio per Sinner è chiaro: assorbire la delusione e metabolizzare la sconfitta. Toni Nadal ha suggerito qualche giorno di riposo completo prima di tornare ad allenarsi con il suo team. La preparazione per Wimbledon, un altro grande obiettivo, deve ora diventare la priorità.

In merito alla decisione di non disputare tornei di preparazione sull’erba, Nadal si è mostrato comprensivo. Ha affermato che se l’atleta ha scelto questa strada, è perché la ritiene la migliore. Dopo mesi intensi, una pausa mentale è ciò di cui Sinner ha probabilmente bisogno per ricaricarsi.

L’uscita di scena di Sinner, unita all’assenza di Alcaraz, ha completamente aperto il tabellone del Roland Garros. Secondo Toni Nadal, questa situazione ha infuso fiducia negli altri giocatori, che ora vedono una chance concreta di lottare per il titolo. L’eliminazione del numero uno ha ricordato che nessuno è imbattibile.

Infine, l’analisi si è spostata su altri protagonisti. Ha elogiato la rimonta del giovane Joao Fonseca contro un Novak Djokovic che, a 39 anni, ha mostrato una prevedibile fatica sulla lunga distanza. Parole positive anche per lo spagnolo Jodar, diciannovenne dal dritto potente.

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