Da quarant’anni, Fabrizio Cardinali ha scelto una vita radicale sulle colline marchigiane, a pochi chilometri da Ancona. Nel territorio di Cupramontana, ha abbandonato le comodità della società moderna per vivere in un casolare isolato, senza elettricità né gas.
Da questa scelta è nata la “Tribù delle Noci Sonanti”, una piccola comunità fondata sui principi della decrescita felice e del profondo rispetto per l’ambiente. Il nome, come spiega Cardinali, simboleggia la forza dell’unione: “Una noce dentro un sacco poco rumore fa. Ma tante noci insieme suonano”. La comunità è autosufficiente, immersa in cinque ettari di terreno e raggiungibile solo tramite un sentiero di un chilometro.
Nonostante l’isolamento, la comunità accoglie chiunque desideri sperimentare uno stile di vita in armonia con i ritmi naturali. Le giornate iniziano all’alba e terminano al tramonto, l’illuminazione è affidata a lampade a olio e per l’igiene personale non si utilizza acqua corrente. Questo approccio richiede un profondo cambiamento di prospettiva e una riflessione sul vero senso dell’esistenza.
La decisione di Cardinali ha radici negli anni ’80. A 22 anni, influenzato dai movimenti degli anni ’70 e dagli insegnamenti buddisti, ha rifiutato il modello consumistico. La sua motivazione è semplice e diretta: «La gente distrugge tutto, perciò ho fondato la mia tribù». Ha così iniziato a costruire, seme dopo seme, il suo rifugio basato su un’idea chiara di esistenza sostenibile.
Oggi, a 62 anni, Fabrizio è il cuore pulsante di questa realtà. La dieta è rigorosamente vegetariana, con frutta e verdura autoprodotte seguendo la stagionalità. Ciò che serve viene costruito, riciclato o ottenuto tramite baratto nei mercatini locali, raggiunti a piedi, in bicicletta o in autostop. Anche gli ospiti contribuiscono con il proprio lavoro, essenziale per le attività quotidiane come spaccare la legna per l’inverno.
Fabrizio ha cresciuto suo figlio Siddharta in questo contesto. Insieme hanno prodotto olio, miele, legumi e grano macinato a pietra per fare il pane. Dopo il terremoto che ha colpito la zona, hanno scelto di continuare a dormire in tenda per sentirsi ancora più connessi con la natura. Oggi Siddharta ha 19 anni e, dopo aver frequentato le scuole pubbliche, si è iscritto alla Scuola Forestale in Piemonte, immaginando il suo futuro professionale proprio nei boschi dove è cresciuto.
Questa storia familiare così particolare ha ispirato i giovani registi Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi. Per un anno hanno vissuto a stretto contatto con la comunità nel casolare di via Torre, osservando il loro stile di vita senza giudizio prima di iniziare le riprese. Da questa immersione è nato il docufilm “Noci Sonanti”, frutto di oltre 330 ore di girato che racconta in modo autentico la vita di Fabrizio e Siddharta.


















