E’ il giorno dei giorni: la Nazionale si gioca un posto al Mondiale contro la Bosnia

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Il ct Gennaro Gattuso parla con Moise Kean durante Italia-Irlanda del Nord (Foto LaPresse -Spada)
Il ct Gennaro Gattuso parla con Moise Kean durante Italia-Irlanda del Nord (Foto LaPresse -Spada)

ZENICA – La notte è giunta. Nel ‘catino’ di Zenica, ad oltre 50 chilometri da Sarajevo, l’Italia del calcio sarà padrona del proprio destino, guardata a vista, con l’ansia nel cuore, da un Paese intero (previsti oltre 10 milioni di telespettatori) che aspetta questo momento da 12 anni. Contro la Bosnia di Dzeko c’è da uscire vincitrice da quel rettangolo di gioco attorniato da palazzoni a vista e spalti sbeccati, strappare con i denti il pass per l’America e far felice una generazione di adolescenti che ancora non ha visto una Nazionale azzurra giocare ad un Mondiale che manca dal 2014.

In casa Italia la giornata di vigilia è scivolata via provando a pensare il meno possibile all’esame mondiale cui il ct Gattuso e compagni sono chiamati ad affrontare. Si sono detti tutto e in questi lunghissimi giorni, dove tattica e tecnica dovranno cedere il passo a cuore e anima, attenzione e coraggio. Niente paura, si sono ripetuti più volte gli Azzurri: quella semmai deve essere disinnescata con aggressività, agonismo, equilibrio e una buona dose di positività, quella che Gattuso ha cercato di innescare nella testa dei giocatori professando al tempo stesso massimo carattere ed umiltà.

“Si vive per notti così. Ci giochiamo tanto, sono due Mondiali a cui non partecipiamo, dobbiamo anche pensare a non perdere energie e gettarle tutte in campo”, ha detto il ct che sente il peso della notte che verrà. “Devo guardare negli occhi i giocatori e trasmettere fiducia, abbiamo la possibilità di raggiungere questo obiettivo. Il gruppo è migliorato in questi sette mesi. Se siamo meno belli non è un problema adesso, con mentalità e voglia abbiamo raggiunto obiettivi inaspettati e questo non deve mancare”, ha aggiunto sottolineando che non intende cercare alibi di alcun tipo. “Se pensiamo al campo e alla tribuna è da deboli. Anche se fosse brutto possiamo fare poco”.

La Nazionale, arrivata a Zenica solo alla vigilia per motivi meteorologici (ha nevicato fino ai giorni scorsi), ha potuto ‘assaggiare’ il campo per capire o quantomeno immaginare il clima che l’accoglierà. Per quello bastano però le parole del tecnico bosniaco Sergej Barbarez: “La partita è importante per l’Italia, così come per noi. Forse è un po’ più importante per noi, perché non si tratta solo di calcio, ma anche dello stato del Paese. Potremmo essere un po’ più emotivi, ma giocare in una grande competizione è sempre un grande traguardo”.

Il ct, con un velo di ironia e tattica psicologica, ha poi dato l’idea di quale sarà la strategia: “Il piano? Se facciamo gol, parcheggeremo l’autobus davanti la porta, se iniziamo a perdere lo parcheggeremo a casa loro…”. Battuta a cui Gattuso ha risposto con uguale ironia: “Barbarez lo conosco, è un giocatore di poker”.

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