NAPOLI – Lavoro nero, furto di energia elettrica, spaccio di droga e alimenti conservati in pessime condizioni. È un bilancio pesante quello che emerge dall’operazione ad alto impatto condotta nella giornata di ieri, 18 aprile 2026, dai Carabinieri della compagnia Vomero nei quartieri di Piscinola e Chiaiano. Un’azione capillare che ha visto i militari setacciare le strade principali delle due aree della periferia nord di Napoli, con l’obiettivo di ripristinare la legalità e contrastare le diverse forme di illegalità che minano la sicurezza e l’economia sana del territorio.
Il focus dei controlli si è concentrato in particolare sulle attività commerciali, portando alla luce una diffusa piaga di sfruttamento e irregolarità. Emblematico il caso del titolare di una macelleria, denunciato a piede libero non solo per aver impiegato un lavoratore “in nero”, completamente privo di contratto e tutele, ma anche per furto di energia elettrica. I militari, con il supporto di tecnici specializzati, hanno infatti accertato la presenza di un allaccio abusivo alla rete elettrica, un espediente illegale per abbattere i costi di gestione a danno della collettività. L’imprenditore dovrà quindi rispondere di una duplice violazione penale.
Ma la rete dei controlli ha rivelato che non si trattava di un caso isolato. L’illegalità nel mondo del lavoro sembra essere una pratica tristemente radicata. In un’altra macelleria della zona, i Carabinieri hanno identificato ben quattro dipendenti senza alcun contratto. Stesso scenario in una pizzeria e in una cornetteria, dove è stata riscontrata la presenza di un lavoratore irregolare per ciascuna attività. In totale, sono sette i lavoratori “fantasma” scoperti nel corso del blitz, persone private di ogni diritto e sicurezza. I rispettivi titolari sono stati tutti denunciati.
Nelle ultime due attività, la pizzeria e la cornetteria, le violazioni non si limitavano allo sfruttamento dei dipendenti. I militari hanno infatti rilevato gravi carenze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, con potenziali rischi per l’incolumità del personale. Ma a destare maggiore preoccupazione è stato lo stato degli alimenti. All’interno dei locali sono stati sequestrati complessivamente 135 chilogrammi di prodotti alimentari, tra materie prime e preparati, conservati in pessime condizioni igienico-sanitarie e privi di qualsiasi documentazione che ne attestasse la tracciabilità, rappresentando un serio pericolo per la salute pubblica.
L’operazione non ha trascurato il controllo del territorio per contrastare la microcriminalità. Durante un pattugliamento, l’attenzione dei Carabinieri è stata attirata da un giovane all’interno di un bar. Sottoposto a perquisizione, un 27enne del posto è stato trovato in possesso di 5 dosi di hashish e 3 di marijuana, già confezionate e pronte per la vendita. Addosso aveva anche 55 euro in contanti di piccolo taglio, somma ritenuta provento dell’attività di spaccio. Per lui è scattata immediata la denuncia per detenzione di droga a fini di spaccio. Stessa sorte è toccata a un 19enne, fermato per un controllo e trovato in possesso di un coltello a serramanico, la cui detenzione è vietata dalla legge. Anche per lui è partita una denuncia. L’operazione conferma l’impegno costante delle forze dell’ordine nel presidiare anche le aree più complesse della città, combattendo l’illegalità in tutte le sue forme.

















