NAPOLI – Alta tensione nel centro storico. Cambio di strategia dei nuovi clan: i baby boss ora girano in moto con le bombe a mano, il nuovo ‘sistema’ usa micidiali armi da guerra per costringere i rivali alla resa. La bomba trovata in via Marina è caduta dalle mani a due giovani in moto: è una bomba a mano da guerra di fabbricazione ex Jugoslavia, molto potente e pericolosa, l’M75 (nel riquadro l’ordigno recuperato dai poliziotti).
La svolta è arrivata con i filmati delle telecamere. Dagli elementi raccolti fino a ora dalle forze dell’ordine, quattro giorni fa la bomba a mano è caduta a due giovani in scooter in via Marina. Con ogni probabilità la stavano trasportando e non sono riusciti a tornare indietro per recuperarla. La polizia scientifica ha esaminato a lungo l’ordigno: è perfettamente funzionante e ad alto potenziale.
Gli accertamenti della squadra mobile della questura sono tuttora in corso, dopo il ritrovamento. L’ordigno aveva fatto scattare il protocollo di massima sicurezza in via Marina, nella zona a ridosso della sede dell’Università Orientale. L’allarme era scattato intorno alle 17 di giovedì, quando un oggetto dalle sembianze di una granata era stato notato a terra, proprio lungo il muro del vicolo che collega la via principale a vico Casciari alla Loggia.
L’intervento immediato degli artificieri della Polizia di Stato aveva portato alla rapida delimitazione dell’area, paralizzando temporaneamente il transito a ridosso dell’edificio universitario. L’oggetto rinvenuto presentava le fattezze tipiche di una bomba a mano, lasciata incustodita in un punto di forte passaggio. Le operazioni di rimozione si sono concluse nel giro di un’ora, con il ripristino della circolazione intorno alle 18.
Secondo quanto emerso nelle ore successive, accanto al potente ordigno sono stati trovati i resti di un contenitore simile a quelli in dotazione all’esercito jugoslavo, materiale facilmente reperibile sul mercato del collezionismo online. In sostanza, il pacco con la bomba sarebbe caduto ai due ragazzi in moto. Ma dove la stavano trasportando e perché? A tre giorni dall’evento, l’ipotesi più accreditata resta quella di un raid in strada andato a vuoto per un errore di esecuzione, un gesto sconsiderato che ha comunque tenuto con il fiato sospeso studenti e residenti per un intero pomeriggio.



















