Le ‘nuove leve’ dei Contini a caccia delle armi nel Vasto

197
Patrizio Bosti Jr, Giorgio Marasco e Antonio Raia
Patrizio Bosti Jr, Giorgio Marasco e Antonio Raia

NAPOLI – Un gruppo di giovani di poco più di 20 anni, capace di tenere testa ad altre paranze nel centro storico. Ma servivano delle armi: da qui la ricerca continua di armi. Tutto scritto nell’ordinanza cautelare che l’altro ieri ha portato in carcere sei persone. Le indagini non sono terminate, spiegano le forze dell’ordine.

L’altro ieri è stato arrestato Patrizio Bosti junior, nipote 22enne omonimo del boss dei Contini. Fermati anche il 22enne Gennaro Diano, il 22enne Giorgio Marasco, il 21enne Franco Messina, il 21enne Antonio Raia e il 28enne Emanuele Rubino. Nel collegio difensivo, tra gli altri, c’è l’avvocato Nello Sgambato. È stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora in Campania per altre tre persone.

Secondo gli inquirenti, erano capaci di controllare una intera zona della città, mettendo insieme una serie di attività, fino all’utilizzo delle armi. Una vera e propria fazione in seno a un clan più grande e storico come quello dei Contini. Tutto sotto la guida di un loro coetaneo dal nome e cognome pesante: Patrizio Bosti junior, figlio di Ettore Bosti (estraneo a questa inchiesta).

L’indagine è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia che ha chiesto e ottenuto nove misure cautelari contro i membri di quello che è stato definito come il gruppo delle nuove leve dei Contini. L’inchiesta affonda le radici nella brutale aggressione avvenuta il 15 maggio 2022 presso il ristorante “Cala La Pasta” in via dei Tribunali, dove furono presi di mira titolari e avventori. Se per quell’episodio sono già intervenute condanne definitive per i principali responsabili, le successive attività d’indagine hanno permesso di delineare l’esistenza di un sodalizio ben più strutturato.

Il gruppo aveva la sua base logistica nei cosiddetti “Porticati”, nella zona di San Giovanniello. Da lì, i giovani esercitavano un controllo capillare sui quartieri Vasto/Arenaccia e San Carlo all’Arena. Secondo gli inquirenti, quella smantellata non era una semplice banda di quartiere, ma una vera e propria “holding” del crimine con interessi che superavano i confini campani.

Oltre allo spaccio di droga, il gruppo aveva diversificato le proprie attività per finanziare l’acquisto di armi e il sostentamento degli affiliati detenuti. Una rete collaudata attiva in diverse regioni d’Italia. L’operazione conferma la pericolosità delle nuove leve della criminalità, capaci di coniugare il controllo militare del territorio con una spregiudicata mobilità in diversi quartieri cittadini.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome