Traffico aereo per il carcere: drone con hashish e cocaina si incastra a Scampia, in manette 31enne

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

SCAMPIA – Un corriere dei cieli per rifornire di droga il carcere, un piano ingegnoso ma fallito miseramente contro un terrazzo. Si è conclusa con un arresto e una denuncia l’ultima frontiera del narcotraffico messa in campo dalla criminalità napoletana, che ormai utilizza droni tecnologicamente avanzati per tentare di bypassare le mura e i controlli dei penitenziari. L’operazione dei Carabinieri della stazione di Scampia, scattata nella tarda mattinata di ieri, ha smantellato un tentativo di consegna aerea destinato, con ogni probabilità, al vicino carcere di Secondigliano.

Il blitz è avvenuto all’interno del parco privato “Le Rondini” di via Bakù, un’area residenziale trasformata in base operativa per un volo illecito. I militari, evidentemente informati dei movimenti sospetti, sono intervenuti con tempismo chirurgico. Questione di secondi, e i due obiettivi sono stati circondati, senza alcuna possibilità di fuga. I Carabinieri hanno bloccato Giuseppe Solitro, 31enne del posto già noto alle forze dell’ordine, e un complice di 41 anni, proprio mentre i due stavano disperatamente tentando di recuperare il loro drone. Il velivolo, un quadricottero di dimensioni considerevoli, era rimasto impigliato sul terrazzo di un’abitazione, tradendo i suoi piloti e mettendo fine alla missione.

L’ispezione del drone ha rivelato la portata dell’operazione. Non si trattava di un semplice trasporto, ma di un sistema di consegna studiato nei minimi dettagli. Al velivolo era stato agganciato un meccanismo a carrucola elettrica, dotato di una bobina con un lungo e resistente filo di lenza. All’estremità del filo, il prezioso carico: 15 panetti di hashish per un peso complessivo di 778 grammi, un involucro contenente 32 grammi di cocaina purissima e una mazzetta da 195 euro in contanti, forse il resto per il committente o un acconto per la consegna. Un vero e proprio “pacco” volante, pronto per essere calato con precisione nel cortile o verso la finestra di un detenuto complice.

La rotta del drone non lasciava spazio a dubbi. La sua traiettoria e la vicinanza geografica puntavano in un’unica direzione: il complesso penitenziario di Secondigliano, uno dei carceri di massima sicurezza più noti d’Italia. Questo episodio conferma i crescenti allarmi sulla vulnerabilità delle strutture carcerarie agli attacchi aerei di questo tipo, una sfida tecnologica che impegna costantemente la Polizia Penitenziaria e le forze dell’ordine.

Per Giuseppe Solitro sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, aggravata dall’ingente quantitativo. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito direttamente in carcere, finendo dietro quelle stesse sbarre che tentava di violare dal cielo. Il suo complice, un uomo di 41 anni, è stato invece denunciato a piede libero e dovrà rispondere delle medesime accuse. Le indagini non si fermano qui. Anche il veicolo utilizzato dai due, un furgone Fiat Fiorino, è stato posto sotto sequestro. Un primo controllo ha infatti rivelato il sospetto di una contraffazione del numero di telaio, un dettaglio che apre a scenari investigativi più ampi, legati al riciclaggio di veicoli rubati e a una rete criminale più strutturata.

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