Arsenale nel vano ascensore a Toiano: bombe e hashish pronti per la guerra di camorra

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

POZZUOLI – Un deposito di morte e droga, nascosto nell’intercapedine di un anonimo ascensore. È la scoperta che gela il sangue quella fatta questa mattina, alle prime luci dell’alba, dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Pozzuoli nel cuore del Rione Toiano. Un vero e proprio arsenale, composto da ordigni ad alto potenziale e un ingente quantitativo di hashish, pronto a essere immesso sul mercato o utilizzato per seminare il terrore.

Tutto ha inizio durante un servizio di controllo del territorio, una di quelle operazioni di routine che rappresentano la spina dorsale della presenza dello Stato nei quartieri difficili. Una pattuglia percorre via Cicerone, un’arteria pulsante di questa vasta area di edilizia popolare, quando l’occhio esperto dei militari viene catturato da un’anomalia: il portone di un palazzo è spalancato e una luce, fioca ma insistente, filtra dall’interno. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che in contesti ad alta densità criminale può essere il preludio a qualcosa di ben più grave.

I carabinieri non esitano. Entrano con circospezione nell’edificio, salgono le scale perlustrando ogni pianerottolo, ogni angolo buio. L’attenzione si concentra sugli ascensori. Uno di questi sembra essere il luogo perfetto per un nascondiglio. La verifica è meticolosa e, infine, la scoperta. Celato nel vano tecnico, lontano da occhi indiscreti, si materializza il tesoro della criminalità locale. Quindici panetti di hashish, confezionati e pronti per lo spaccio, per un peso complessivo di un chilo e mezzo. Ma è ciò che si trova accanto a far scattare l’allarme rosso: due ordigni esplosivi di fattura artigianale, pesanti e letali. Il peso totale è di un chilo e 700 grammi di pura potenza distruttiva.

Secondo le prime analisi, si tratta di bombe micidiali, progettate con l’unico scopo di intimidire e distruggere. La loro potenza sarebbe stata sufficiente a sventrare la saracinesca di un negozio o a devastare l’ingresso di un’abitazione, trasformando una notte qualunque in un inferno di fuoco e detriti. L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è che fossero destinate ad azioni intimidatorie legate al racket delle estorsioni, un messaggio di violenza inequivocabile per chi si oppone al pizzo o per regolare i conti tra clan rivali.

L’area è stata immediatamente messa in sicurezza. Sul posto sono intervenuti gli specialisti, gli artificieri del Comando Provinciale di Napoli, gli unici in grado di maneggiare con la necessaria perizia quegli strumenti di morte. Con procedure complesse e ad altissimo rischio, gli ordigni sono stati disinnescati, repertati e sequestrati. Saranno ora analizzati per risalire alla loro composizione e, si spera, alla mano che li ha assemblati.

Mentre la droga è stata posta sotto sequestro, le indagini proseguono a ritmo serrato. I carabinieri di Pozzuoli, in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, stanno ora lavorando per dare un nome e un volto ai custodi di questo arsenale. L’obiettivo è capire a quale clan appartenesse e, soprattutto, quali fossero i bersagli designati per quelle bombe. Un sequestro che non solo toglie armi e droga dalla disponibilità della camorra, ma che potrebbe aver sventato attentati e salvato vite umane, confermando come la battaglia per la legalità, a Pozzuoli come altrove, si combatta metro per metro, anche nel vano di un ascensore.

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