CASTEL VOLTURNO – Un debito trasformato in un incubo, la richiesta di un affitto arretrato che diventa una spirale di minacce e intimidazioni. Quella che doveva essere una normale controversia civile tra locatore e inquilino si è trasformata in un presunto reato penale, culminato con la denuncia in stato di libertà di un 46enne per tentata estorsione. L’uomo, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbe agito come “esattore” per conto della proprietaria di un immobile, utilizzando metodi violenti e illegali per ottenere il pagamento di alcuni canoni di locazione non corrisposti.
L’indagine, coordinata con meticolosità dalla Tenenza di Castel Volturno e condotta dai militari del Reparto Territoriale di Mondragone, ha preso il via nelle scorse settimane, gettando luce su una vicenda di profonda angoscia. A far scattare gli accertamenti è stata la denuncia presentata lo scorso 20 aprile da una donna, residente nella cittadina del litorale domizio. Esasperata e spaventata, la vittima si è rivolta alle forze dell’ordine per segnalare le pressioni indebite e il clima di terrore che era costretta a subire per questioni legate all’affitto della casa in cui vive.
Le parole della donna hanno dato il via a un’attività investigativa che ha permesso ai Carabinieri di ricostruire il quadro accusatorio. Il culmine della pressione psicologica si sarebbe verificato a cavallo tra il 30 aprile e il 1° maggio. In quei due giorni, il 46enne, presentatosi come incaricato dalla proprietaria dell’appartamento, avrebbe preteso con veemenza il saldo immediato delle somme arretrate. Le richieste, però, non si sarebbero limitate a una semplice, seppur insistente, sollecitazione.
Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, l’uomo avrebbe accompagnato le sue pretese con minacce esplicite e agghiaccianti. Avrebbe prospettato alla donna non solo non meglio specificate “conseguenze violente” in caso di mancato pagamento, ma anche l’immediata liberazione forzata dell’immobile. Una sorta di sfratto “fai-da-te”, da eseguire senza attendere i tempi e le garanzie previste dalla legge, calpestando ogni procedura e diritto dell’inquilina. Un’intimidazione grave, volta a generare nella vittima uno stato di paura tale da costringerla a cedere, procurando così a sé o ad altri un ingiusto profitto.
Alla luce del solido quadro indiziario emerso dalle indagini, che hanno corroborato il racconto della denunciante, i Carabinieri non hanno avuto dubbi. Il 46enne è stato identificato e deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria con la pesante accusa di tentata estorsione. Le indagini, tuttavia, non si fermano qui. Gli accertamenti proseguono per definire con esattezza i contorni della vicenda e per chiarire eventuali, ulteriori responsabilità. In particolare, si sta valutando la posizione della proprietaria dell’immobile, per comprendere se fosse a conoscenza dei metodi illeciti utilizzati dal suo incaricato o se ne fosse addirittura la mandante. Un caso che accende ancora una volta i riflettori sulle tensioni abitative e sul rischio che le difficoltà economiche possano sfociare in pericolose derive criminali.











