Italia: come i cittadini bilanceranno la rete elettrica

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Flessibilità energetica
Flessibilità energetica

Sono stati introdotti in diverse città i cosiddetti “servizi locali di flessibilità”. Si tratta di un meccanismo che permette a chiunque sia connesso alla rete elettrica di modulare la potenza scambiata, diventando un attore protagonista nella gestione dell’energia.

Chi possiede un impianto fotovoltaico sul tetto, un sistema di accumulo, una stazione di ricarica per auto elettriche o anche solo elettrodomestici intelligenti, potrà contribuire attivamente a questo nuovo modello. Coordinando il funzionamento dei propri dispositivi, ad esempio programmando una lavatrice in un orario specifico, sarà possibile aumentare o diminuire la potenza immessa o assorbita dalla rete.

Questa innovazione è diventata cruciale a causa della crescente diffusione di fonti energetiche rinnovabili e non programmabili, in particolare il solare. L’abbondanza di produzione durante le ore di sole rischia di creare un’offerta di energia superiore alla domanda.

La rete elettrica, per funzionare correttamente, richiede un equilibrio costante tra l’energia prodotta e quella consumata. In caso di eccesso, il gestore è costretto a disconnettere alcuni impianti per evitare il collasso del sistema, sprecando di fatto energia pulita. Questo squilibrio ha già causato episodi di prezzi dell’energia pari a zero, come accaduto lo scorso 1° maggio, penalizzando i produttori. Il fenomeno si è manifestato con sempre maggiore frequenza in primavera, prima che l’uso estivo dei condizionatori aumentasse la domanda.

I servizi di flessibilità sono stati pensati proprio per risolvere questa criticità, sfruttando una rete sempre più digitalizzata. Gli utenti connessi in media e bassa tensione potranno regolare i propri consumi o la produzione per rispondere a picchi di richiesta e mantenere la rete stabile e sicura.

In concreto, chi aderisce diventerà un “Balance Service Provider” (BSP), ovvero un fornitore di servizi di bilanciamento. Per questa attività, dopo essere stato selezionato tramite aste competitive, riceverà un compenso economico. Il funzionamento si basa sull’installazione di un dispositivo specifico, la “Power Grid User Interface” (PGUI), nel punto di interconnessione con la rete di distribuzione. Questo apparato dialoga con i contatori intelligenti e certifica gli scambi di energia.

Il dispositivo PGUI riceverà le richieste di modifica del profilo di consumo direttamente dal distributore di energia o da un “aggregatore”, una figura che gestisce un gruppo di utenti. I partecipanti dovranno dare la propria disponibilità a intervenire in determinate fasce orarie. Questo modello non solo aiuterà a rendere la rete più resiliente, ma offrirà anche un’opportunità di guadagno per famiglie e imprese, in attesa che i grandi sistemi di accumulo a batteria, previsti non prima del 2028, diventino operativi.

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