Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, è intervenuto per fare il punto sul campionato e rispondere alle critiche sui nuovi regolamenti. Ha affrontato con fermezza le polemiche, sottolineando come i commenti negativi siano arrivati soprattutto dai team in fondo alla griglia di partenza. “Ho visto questo tipo di commenti essere presenti sempre”, ha dichiarato, ricordando la sua lunga esperienza nel settore sin dagli anni ’90.
Secondo Domenicali, i cambi regolamentari seguono sempre una logica precisa, che può essere apprezzata o meno. Ha spiegato che le attuali power unit sono state una necessità strategica per garantire la partecipazione di un numero elevato di costruttori al Mondiale. Senza queste scelte, ha affermato, oggi il campionato non avrebbe lo stesso appeal per le case automobilistiche.
Guardando al futuro, la Formula 1 ha già delineato una nuova rotta tecnologica a partire dal 2027. Il prossimo ciclo regolamentare vedrà un ritorno a una configurazione dei motori più “classica”, con vetture più leggere e l’introduzione di benzina sostenibile. Queste modifiche puntano a correggere alcune criticità emerse con le regole previste per il 2026, in particolare l’eccessiva dipendenza dalla gestione energetica.
L’accordo per il 2027 prevede uno spostamento significativo nel rapporto di potenza tra la parte termica (ICE) e quella elettrica (ERS). Si passerà dall’attuale ripartizione paritaria del 50/50 a una configurazione 60/40, privilegiando il motore a combustione interna. Nello specifico, l’ICE riceverà un incremento di circa 50 kW (quasi 70 CV) grazie a un maggiore flusso di carburante.
Di conseguenza, la potenza recuperata dal sistema ERS verrà ridotta di una quota equivalente, una modifica che richiederà anche la progettazione di serbatoi più capienti. L’obiettivo primario di questa revisione è rendere le monoposto più intuitive da guidare, permettendo ai piloti di spingere a pieno regime per tratti più lunghi senza dipendere esclusivamente dalla gestione della carica della batteria.
Il presidente della F1 ha infine ribadito il successo del formato attuale, evidenziando la crescita del pubblico, soprattutto tra i più giovani, e l’aumento dello spettacolo in pista. Ha ricordato che certe dinamiche di guida criticate, come il cosiddetto “lift and coast”, esistevano già negli anni ’80. “Le gare sono avvincenti e il pubblico cresce. Il nostro obiettivo è rimanere in ascolto di chi ci segue, mantenendo al centro la sfida tra grandi piloti e grandi macchine”.





