Si è svolto a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, un tavolo tecnico decisivo per il futuro delle coste del Cilento. La riunione, richiesta dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha affrontato la complessa gestione della Posidonia spiaggiata, un fenomeno che minaccia l’equilibrio dell’area.
Il problema degli accumuli di foglie morte di *Posidonia oceanica* sui litorali, già critico lo scorso anno nell’Area Marina Protetta di Castellabate, si sta ripresentando con la stessa intensità. Sebbene questo processo sia naturale, il suo impatto sulle attività turistiche genera un forte conflitto tra esigenze ambientali ed economiche locali.
La *Posidonia oceanica* è una pianta marina fondamentale per l’ecosistema mediterraneo. Le sue praterie sottomarine producono ossigeno, assorbono CO2 e proteggono le coste dall’erosione, offrendo al contempo un habitat vitale per innumerevoli specie. Le stesse foglie che si depositano a riva, formando le cosiddette *banquettes*, svolgono un ruolo cruciale nel proteggere le spiagge durante le mareggiate invernali.
All’incontro hanno partecipato tutti i principali attori istituzionali: il Ministero dell’Ambiente, l’Ente Parco con il suo presidente Giuseppe Coccorullo, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), le Capitanerie di Porto e il Comune di Castellabate, rappresentato dal sindaco Marco Rizzo. Questa sinergia è stata fondamentale per delineare un percorso condiviso.
Dopo aver esaminato le soluzioni percorribili nel rispetto della normativa che tutela la Posidonia come risorsa e non come rifiuto, si è concordato un piano d’azione. La responsabilità di tradurlo in pratica ricadrà sul Comune di Castellabate, quale ente competente per il territorio.
L’amministrazione comunale dovrà quindi elaborare un progetto operativo dettagliato. Questo piano si baserà sui dati scientifici messi a disposizione da ISPRA e dagli altri enti di ricerca, con l’obiettivo di definire modalità di intervento sostenibili e ottenere rapidamente le autorizzazioni necessarie per la fase operativa.
Le strategie di gestione potrebbero includere la rimozione parziale degli accumuli solo nelle aree di massima fruizione balneare, con stoccaggio temporaneo della biomassa. Questo materiale verrebbe poi riposizionato sulla spiaggia alla fine della stagione turistica per ripristinare la sua funzione protettiva. Si valutano anche opzioni innovative come il riutilizzo della Posidonia per la produzione di compost o in progetti di bioedilizia.
Il presidente Coccorullo ha espresso grande soddisfazione per la sensibilità e la collaborazione dimostrate, sottolineando come l’incontro segni un passo avanti verso una gestione equilibrata che possa conciliare la tutela ambientale con lo sviluppo turistico sostenibile del Cilento.











