Abusi su minori, preso maestro di musica 66enne di San Giorgio a Cremano

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Polizia a San Giorgio a Cremano
Polizia a San Giorgio a Cremano

SAN GIORGIO A CREMANO – Una verità insopportabile da digerire. Quella porta chiusa, quella stanza piccola dove risuonavano scale e arpeggi, nascondeva un incubo. B.A., 66 anni, volto noto in una scuola di danza del territorio, non insegnava soltanto musica. Abusava delle sue allieve. L’uomo è stato arrestato in flagranza dagli agenti del commissariato locale, coordinati dalla Procura di Napoli. L’accusa è di quelle che pesano come macigni: violenza sessuale aggravata su minori. Tra le vittime, almeno una ragazzina di età inferiore ai 14 anni. Ora B.A. si trova nel carcere di Poggioreale. Il gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare, riconoscendo gravi indizi di colpevolezza.

Il meccanismo era semplice e per questo ancora più inquietante. L’indagato teneva corsi individuali di musica all’interno della struttura. Una saletta appartata, una porta che si chiudeva, un adulto e una bambina soli. Quello che doveva essere uno spazio di apprendimento e crescita si era trasformato in una prigione silenziosa. Gli abusi, secondo gli investigatori, andavano avanti da tempo: reiterati, sistematici, protetti dal silenzio e dalla fiducia che le famiglie riponevano in quell’uomo.

La svolta nell’indagine porta la firma della tecnologia. Gli inquirenti, che da settimane scavavano dietro le mura della scuola, hanno ottenuto l’autorizzazione per installare telecamere e microspie ambientali. È stata la visione in diretta delle immagini a far precipitare gli eventi. Gli agenti hanno assistito in tempo reale all’ennesima violenza. Non c’è stato bisogno di aspettare, di raccogliere altre prove, di pianificare.

Il blitz è scattato immediatamente: la polizia ha fatto irruzione nella scuola, ha bloccato l’uomo e messo in salvo la giovane vittima. Un elemento emerge con chiarezza dalle carte dell’inchiesta: la scuola di danza è risultata totalmente estranea alla vicenda. I titolari non sapevano. La struttura non era complice. B.A. ha agito nell’ombra, sfruttando i momenti di isolamento che le lezioni individuali gli garantivano, tradendo la fiducia di chi lo aveva accolto come collaboratore.

Il fascicolo non si chiude con l’arresto. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire l’intera portata degli abusi. Quante vittime? Da quanto tempo andava avanti? Ci sono altre bambine che non hanno ancora trovato il coraggio di parlare?

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