DNA umano: più somiglianze con i gatti che coi cani

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Parentela genetica
Parentela genetica

Cani e gatti rappresentano i due terzi di tutti gli animali domestici del mondo, ma quale distanza evolutiva e genetica li separa dall’uomo? La risposta non è scontata e richiede di analizzare la questione da due prospettive differenti.

Dal punto di vista tassonomico, gli esseri umani hanno lo stesso grado di parentela sia con i cani sia con i gatti. Noi apparteniamo all’ordine dei Primati, mentre loro a quello dei Carnivori. L’ultimo antenato comune tra questi due grandi gruppi di mammiferi è vissuto circa 90 milioni di anni fa, durante l’era dei dinosauri. In quel momento, la nostra linea evolutiva si è separata da quella che avrebbe poi portato ai carnivori moderni.

All’interno dell’ordine dei Carnivori, invece, cani e gatti condividono un antenato comune molto più recente, risalente a circa 55 milioni di anni fa. Questo evento si è verificato dopo l’estinzione di massa che ha posto fine al dominio dei dinosauri. Di conseguenza, dal punto di vista evolutivo, cani e gatti sono più “vicini” tra loro di quanto non lo siano rispetto a noi. Anzi, la nostra specie risulta più imparentata con topi e conigli che con i nostri amici a quattro zampe.

Tuttavia, il quadro cambia radicalmente se si analizza la genetica. La differenza cruciale risiede nel modo in cui specifici tratti di DNA sono organizzati sui cromosomi. Nei cani moderni, l’intenso processo di domesticazione ha probabilmente contribuito a generare notevoli differenze rispetto al genoma dei loro antenati.

I gatti, al contrario, hanno conservato una struttura cromosomica che ha subito meno cambiamenti nel corso dei millenni. La loro organizzazione genetica è rimasta sorprendentemente più simile a quella dell’antico antenato che condividono con gli esseri umani. In termini di disposizione dei cromosomi, i gatti sono due volte più simili a noi di quanto lo siano i cani.

Questa vicinanza genetica non è una semplice curiosità scientifica. Rende infatti i felini un modello di studio ideale per le malattie genetiche umane. Uno studio ha già confermato che i geni collegati allo sviluppo del cancro nei gatti sono estremamente simili a quelli presenti nell’uomo. Questo apre la possibilità che alcune terapie sviluppate per i nostri amici felini possano un giorno rivelarsi efficaci anche per le persone.

La risposta definitiva alla domanda iniziale, quindi, arriva dalla genetica e non dall’albero evolutivo. Nonostante la lunga storia condivisa con entrambi, siamo geneticamente più imparentati con i gatti che con i cani.

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