La semifinale di ritorno dei playoff tra Palermo e Catanzaro ha avuto un epilogo polemico, segnato da tensioni sia in campo che sugli spalti. Al termine dell’incontro, il Palermo FC ha annunciato di voler procedere per vie legali in seguito a una rissa scoppiata nella tribuna autorità dello stadio “Renzo Barbera”.
In una nota ufficiale, il club siciliano ha espresso “estremo disappunto” per le dichiarazioni rilasciate da tesserati avversari, accusandoli di aver “mistificato la realtà”. Secondo la società rosanero, la rissa è stata “provocata e poi innescata da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito”. Il Palermo ha inoltre specificato che numerosi video dell’accaduto sono già al vaglio delle Autorità di Pubblica Sicurezza e delle Istituzioni Sportive per l’accertamento dei fatti.
L’episodio si è verificato alla fine del primo tempo. Un alterco ha coinvolto circa venti persone, tra cui il figlio del ds Ciro Polito, alcuni dirigenti del Catanzaro, tifosi palermitani e addetti alla sicurezza. L’intervento delle forze dell’ordine è stato necessario per riportare la calma nel settore. La società ha condannato fermamente l’accaduto, sottolineando come episodi simili siano estranei alla propria cultura sportiva.
Il comunicato del Palermo ha fatto riferimento anche ad “atti di vandalismo registrati e documentati alle autorità competenti negli spogliatoi e nelle aree tecniche dello stadio”, attribuendoli alla delegazione ospite. Questi fatti, ha ribadito il club, rappresentano un’anomalia per lo stadio Barbera.
La tensione della partita si è riflessa anche nelle decisioni del Giudice Sportivo. Per il Palermo, è arrivata una squalifica di due giornate per Antonio Palumbo, con un’ammenda di 5.000 euro, “per aver assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’Arbitro”. Una giornata di stop è stata invece comminata a Niccolò Pierozzi per un fallo grave.
Sanzioni hanno colpito anche gli staff tecnici. L’allenatore in seconda del Catanzaro, Cristian Agnelli, e il collaboratore tecnico del Palermo, Maurizio D’Angelo, sono stati entrambi squalificati per un turno per reciproche espressioni ingiuriose nel tunnel degli spogliatoi. Infine, il dirigente del Palermo Luca Alimonta è stato fermato per una giornata per aver contestato platealmente una decisione arbitrale.






