L’udienza del nuovo procedimento penale per l’uccisione dell’orsa Amarena è stata aggiornata al prossimo 5 giugno 2024. La decisione è stata presa dal Tribunale di Avezzano, in Abruzzo, dove si sta celebrando il processo per l’abbattimento dell’esemplare di orso bruno marsicano, avvenuto con un colpo di fucile nella notte del 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi.
Il rinvio si è reso necessario dopo che la difesa dell’imputato, Andrea Leombruni, ha sollevato diverse eccezioni sull’ammissibilità delle costituzioni di parte civile. Durante l’udienza del 20 maggio, la difesa ha infatti depositato una corposa memoria per contestare la presenza nel processo delle numerose associazioni ed enti che si sono costituiti.
Di fronte a questa mossa, i legali delle parti civili hanno richiesto un termine per poter esaminare la documentazione e preparare le relative repliche. Il giudice ha quindi accolto la richiesta, concedendo tempo fino al 1° giugno per il deposito di ulteriori note e fissando la successiva udienza per il 5 giugno.
Questo slittamento rappresenta un ulteriore ostacolo in un percorso giudiziario già complesso. Il procedimento attuale, infatti, è ripartito da capo dopo che il primo processo era stato annullato per un vizio di forma. Anche in questa occasione, l’avvio effettivo del dibattimento è stato quindi posticipato.
L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), una delle parti civili, ha espresso preoccupazione per la situazione. “Comprendiamo il diritto della difesa a sollevare ogni questione ritenuta opportuna”, ha dichiarato l’ente, “ma non possiamo non evidenziare come i continui rinvii e gli ostacoli procedurali finiscano per allontanare ulteriormente il momento dell’accertamento dei fatti e delle responsabilità”.
Secondo l’associazione, queste difficoltà rischiano di minare la fiducia nella giustizia. “Purtroppo i reati contro la fauna selvatica, anche quando colpiscono specie rarissime e simboliche come l’orso bruno marsicano, sono troppo spesso accompagnati da complessità procedurali”, ha proseguito l’ENPA. “Tutto questo rischia di alimentare nella collettività un pericoloso senso di impunità”.
L’uccisione di Amarena ha avuto una vasta eco mediatica e ha scosso l’opinione pubblica. L’esemplare apparteneva alla sottospecie Ursus arctos marsicanus, endemica dell’Appennino centrale e considerata in pericolo critico di estinzione. Al momento dello sparo, l’orsa si trovava insieme ai suoi due cuccioli, che sono stati poi presi in carico e monitorati dal personale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
L’ENPA ha confermato che continuerà a seguire attentamente il procedimento giudiziario, con l’obiettivo di ottenere piena chiarezza su una vicenda che ha profondamente segnato la sensibilità pubblica a livello nazionale e internazionale.






