Un attacco con missili e droni ha colpito la capitale ucraina durante la notte, causando danni anche allo stadio Valeriy Lobanovskyi, impianto della Dinamo Kiev. Le strutture hanno riportato vetri distrutti, costringendo a posticipare l’inizio di una partita in programma e a rafforzare le misure di sicurezza.
Contemporaneamente, a Parigi, la tennista ucraina Marta Kostyuk, numero 15 del ranking mondiale, è scesa in campo per il suo esordio al Roland Garros. L’atleta ha ottenuto una netta vittoria contro la spagnola Oksana Selekhmeteva con il punteggio di 6-2 6-3, ma la sua mente era rivolta alla sua città natale.
In conferenza stampa, visibilmente commossa, Kostyuk ha raccontato il dramma vissuto a distanza. “Stamattina un missile ha distrutto un edificio a soli 100 metri da casa dei miei genitori”, ha dichiarato in lacrime. Ha spiegato di aver visto una foto inviata da sua madre che mostrava un edificio in fiamme, raso al suolo.
L’impatto emotivo è stato fortissimo. “Un po’ più in là e non avrei più mia madre e mia sorella”, ha aggiunto, definendo l’incontro uno dei più difficili della sua carriera. “Ho passato parte della mattinata a piangere, non sapevo come l’avrei affrontata. Sono contenta di aver giocato per prima, perché più tardi non so come avrei reagito”.
Nonostante lo shock, Kostyuk ha voluto spostare l’attenzione dalla sua vicenda personale. “Oggi il mio pensiero è tutto verso il popolo ucraino, che ogni giorno continua a lottare”, ha affermato, chiudendo il suo intervento con lo slogan “Slava Ukraini”, che significa “gloria all’Ucraina”, un’espressione di resistenza diventata simbolo nazionale dopo l’invasione del 2022.
La tennista ha sottolineato come, a suo parere, il mondo del tennis tenda a dimenticare la gravità del conflitto ancora in corso. “Penso che il circuito abbia un po’ dimenticato la situazione, ma io la vivo ogni giorno e mi sono abituata anche a questa dimenticanza”, ha detto, ribadendo la sua volontà di usare la propria visibilità per ricordare a tutti la realtà della guerra.
Come altre atlete ucraine, Marta Kostyuk, classe 2002, sfrutta la sua eco internazionale per sostenere la propria nazione. Ha ricordato di aver vissuto in prima persona gli inizi della guerra su larga scala quando era ancora un’adolescente, con diciassette membri della sua famiglia riuniti sotto lo stesso tetto per sicurezza.
“L’inizio della guerra su larga scala è stato il momento più difficile, perché non sai cosa sta succedendo”, ha raccontato. “Non era mai successo nulla di così vicino a casa della mia famiglia, e questo rende l’episodio emotivamente più importante per me”. Ha poi concluso con un sospiro di sollievo per la sicurezza dei suoi cari, pur consapevole del dolore di tanti suoi connazionali: “Il popolo ucraino è il mio esempio più grande. Slava Ukraini!”.












