CASERTA – Sangue sulla Variante Anas: tragico schianto a tre veicoli tra San Clemente e la Zona Industriale. Muore un 39enne e un altro uomo lotta per la vita. La Variante Anas, la grande arteria stradale che collega i comuni di Maddaloni e Santa Maria Capua Vetere attraversando il capoluogo, si conferma ancora una volta teatro di una tragedia immane. Il bilancio del drammatico incidente stradale verificatosi ieri mattina è pesantissimo: un uomo di 39 anni ha perso la vita, un altro lotta disperatamente tra la vita e la morte in un letto d’ospedale e una terza persona è rimasta ferita, fortunatamente in modo non grave. La scia di sangue che continua a macchiare questa importante ma discussa infrastruttura viaria del Casertano si allunga, riproponendo con forza il tema della sicurezza e della pericolosità di un tratto stradale caratterizzato da flussi di traffico intensi e velocità elevate.
L’impatto, la cui violenza è stata definita devastante dai primi soccorritori giunti sul posto, si è consumato nel tratto compreso tra lo svincolo di Caserta Zona Industriale e quello di San Clemente. L’allarme è scattato immediatamente, intorno alle prime ore della mattinata, quando la centrale operativa del servizio d’emergenza ha ricevuto le prime concitate segnalazioni da parte degli automobilisti in transito, testimoni terrorizzati di una carambola impressionante che ha visto coinvolti tre veicoli.
A perdere la vita in questo tragico lunedì mattina è stato Pietro Lobov, un uomo di 39 anni. Le condizioni del giovane sono apparse sin da subito disperate a chiunque si sia avvicinato ai mezzi deformati dallo scontro. Il personale sanitario del 118, giunto sul luogo del sinistro in pochissimi minuti a bordo di diverse ambulanze, si è catapultato sulla vettura del trentanovenne nel disperato tentativo di strapparlo alla morte. I medici e i paramedici hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione e stabilizzazione sul posto, provando a lungo a tenere in vita l’uomo e a contrastare i traumi interni provocati dall’urto. Ogni sforzo, purtroppo, si è rivelato drammaticamente inutile. Le ferite riportate da Pietro Lobov erano troppo gravi, incompatibili con la vita. Il trentanovenne è deceduto proprio mentre i sanitari tentavano l’impossibile per prepararlo al trasporto d’urgenza. Il suo cuore ha smesso di battere prima ancora che l’ambulanza potesse accendere le sirene in direzione del vicino ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, lasciando i soccorritori nell’impotenza e nel dolore di dover constatare il decesso.
L’inferno di lamiere sulla Variante Anas non si è purtroppo esaurito con la morte del giovane Lobov. All’interno degli altri due veicoli coinvolti nella collisione i soccorritori hanno dovuto prestare cure immediate ad altri due conducenti. La situazione più drammatica, oltre a quella della vittima, riguarda un uomo di 47 anni, rimasto incastrato nell’abitacolo della propria vettura. Dopo essere stato estratto dal veicolo, il quarantasettenne è stato preso in carico dai medici che ne hanno riscontrato un quadro clinico estremamente critico.
L’uomo è stato trasferito a sirene spiegate e in codice rosso presso il nosocomio casertano, dove è stato immediatamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Attualmente le sue condizioni destano la massima preoccupazione tra i camici bianchi e si trova in prognosi riservata, sospeso tra la vita e la morte. Decisamente meno preoccupanti, invece, sono le ferite riportate dal terzo automobilista coinvolto, un giovane di 36 anni, che nell’impatto ha rimediato traumi più lievi e non è in pericolo di vita, sebbene si trovi sotto shock per l’accaduto.
Sul luogo della tragedia sono intervenute tempestivamente le pattuglie delle forze dell’ordine, coadiuvate dal personale tecnico dell’Anas. Agli agenti è toccato il difficile compito di effettuare i rilievi planimetrici e fotometrici necessari a ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. I veicoli sono stati posti sotto sequestro, come da prassi in caso di sinistri mortali, e gli investigatori hanno lavorato per ore per raccogliere detriti e tracce di frenata sulla carreggiata.
La dinamica esatta dell’impatto resta ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità penali e stabilire quale dei tre veicoli abbia innescato la carambola mortale. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti non si escludono il sorpasso azzardato, l’alta velocità o una distrazione fatale causata da un improvviso malore di uno dei conducenti. Nelle prossime ore verranno ascoltati i testimoni e analizzati i filmati delle telecamere di videosorveglianza stradale posizionate lungo l’arteria, nel tentativo di fare piena luce sulla genesi del disastro.











