I Marsicano tornano nel quartiere Pianura: scontri con i Carillo e i Santagata

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Emanuele Marsicano e Massimiliano Santagata
Emanuele Marsicano e Massimiliano Santagata

NAPOLI – Nel quartiere Pianura, nell’area occidentale di Napoli, il clima di tensione legato alla criminalità organizzata torna ad alzarsi, riaccendendo l’attenzione su equilibri fragili e mai del tutto consolidati. Le dinamiche tra i gruppi locali, storicamente riconducibili all’area della camorra cittadina, mostrano segnali di nuova instabilità, con il rischio concreto di un’ulteriore escalation.

Al centro della situazione si colloca il possibile ritorno operativo dei Calone-Marsicano, che secondo le ricostruzioni investigative starebbero tentando di riaffermare la propria presenza nel quartiere. Un rientro che avverrebbe in un contesto già segnato da forti contrasti tra i Carillo e i Santagata, due gruppi che negli ultimi tempi si sono contesi spazi di influenza e controllo delle attività illecite sul territorio. La convivenza tra queste fazioni appare sempre più difficile e il quadro generale risulta frammentato, con alleanze instabili e continue ridefinizioni degli assetti criminali.

In questo scenario di tensione crescente si inserisce anche la posizione degli eredi dei Mele, un gruppo che starebbe cercando di riorganizzarsi dopo una fase particolarmente critica. Negli ultimi anni, infatti, l’organizzazione ha subito colpi significativi che ne hanno indebolito la struttura interna e la capacità di gestione del territorio. Tra gli eventi che hanno segnato il declino del gruppo figura l’arresto dei vertici della cosca, un’operazione che ha contribuito a svuotare la leadership storica dell’organizzazione, generando un vuoto di potere poi conteso da più soggetti.

A questo si aggiunge l’omicidio di Antonio Gaetano, indicato come reggente del gruppo criminale, ucciso nel marzo 2023 in un agguato a colpi d’arma da fuoco. Un episodio che ha rappresentato un ulteriore punto di rottura negli equilibri locali, accelerando processi di frammentazione e ridefinizione delle gerarchie.

La combinazione di arresti, omicidi e rivalità interne ha prodotto un quadro estremamente instabile, in cui nessuna fazione sembra al momento detenere un controllo pienamente consolidato del territorio. Proprio questa condizione di equilibrio precario alimenta il rischio di nuove tensioni e possibili scontri, in un contesto dove la storia recente dimostra come le fasi di vuoto di potere tendano spesso a tradursi in conflitti aperti.

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