Chwalinska in finale al Roland Garros: la sua favola

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Sport tennis
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La tennista polacca Maja Chwalinska ha vissuto un percorso sorprendente al Roland Garros. Partita dalle qualificazioni come numero 114 del mondo, ha raggiunto la finale del tabellone principale, nonostante in carriera avesse vinto una sola partita in un torneo dello Slam. La sua principale preoccupazione, durante l’avanzata, è stata di natura economica: trovare i soldi per pagarsi l’albergo a Parigi per tre settimane, un soggiorno ben più lungo di quanto avesse immaginato.

“Spero di avere abbastanza soldi. So che guadagnerò molto qui, ma i fondi non vengono trasferiti rapidamente”, aveva dichiarato dopo gli ottavi di finale. Il suo appello non è rimasto inascoltato. L’azienda polacca Oshee, già partner della connazionale Iga Swiatek, è intervenuta per coprire le spese del soggiorno per lei e sua madre. A questa si è aggiunta un’altra società locale, Xtb, e i loro loghi sono comparsi sulla maglia della tennista.

Il grande palcoscenico parigino le ha quindi portato in dote i primi sponsor, ma non ancora uno tecnico. Per questo motivo, i suoi completi da gioco sono cambiati di partita in partita, alternando marchi come Nike e Lacoste. “Mi compro da sola i completi e gioco con quelli che ho”, ha spiegato, ma la situazione è destinata a cambiare rapidamente dopo questo exploit.

Nella finale del singolare femminile, Maja disputerà l’incontro contro la giovane russa Mirra Andreeva. Indipendentemente dal risultato, il suo torneo si può considerare un trionfo. Anche in caso di sconfitta, incasserà un assegno da 1,4 milioni di euro, una cifra che, al lordo delle tasse, è quasi il doppio di quanto abbia guadagnato in tutta la sua carriera.

“Mi sembra di vivere in una bolla. Non so bene cosa stia succedendo”, ha raccontato Chwalinska. Questo successo rappresenta la fine di un periodo difficile, segnato dalla depressione che nel 2021 l’aveva costretta a una pausa dal tennis. A 24 anni, l’ex promessa juniores ha finalmente espresso il suo talento. Con questo risultato, salirà almeno al 21° posto del ranking WTA, o al 14° in caso di vittoria.

La sua è una storia che ricorda un tennis d’altri tempi, proprio come il suo stile di gioco. In un circuito dominato da atlete potentissime, lei, con i suoi 164 centimetri, si affida a un repertorio tecnico fatto di variazioni, pallonetti e smorzate. L’atto conclusivo del torneo parigino sarà quindi anche un contrasto di stili: Andreeva, a soli 19 anni e già numero 8 del mondo, rappresenta la nuova generazione del tennis di potenza.

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