Roberto Mancini ha ufficializzato le sue dimissioni dall’Al Sadd, club con cui ha recentemente vinto il titolo in Qatar. La decisione è maturata a sette mesi dal suo arrivo, dopo la finale di Coppa dell’Emiro persa contro l’Al Gharafa. Già nei giorni precedenti, l’allenatore aveva espresso una certa insoddisfazione per la sua esperienza, dichiarando di non aver “trovato quello che cercava”.
Dietro questo passo indietro, emerge con forza la speranza di tornare a guidare la Nazionale italiana. Mancini non ha mai nascosto il suo desiderio di una seconda opportunità come commissario tecnico, un ruolo che considera il più prestigioso per un allenatore. In una passata intervista aveva definito la panchina azzurra un luogo dove era stato felice, evocando il clima positivo che ha portato alla vittoria di Euro 2020 a Wembley l’11 luglio 2021.
Quel trionfo, ottenuto battendo l’Inghilterra in finale, ha rappresentato un momento di grande emozione per il calcio italiano, segnando il ritorno sul tetto d’Europa dopo 53 anni.
Il tecnico è consapevole che il suo addio improvviso nell’estate del 2023, comunicato via PEC per accettare la ricca offerta dell’Arabia Saudita, ha generato malumori tra tifosi e vertici federali. Per questo, ha chiesto pubblicamente scusa, ammettendo di aver commesso errori di valutazione.
A dimostrazione della sua volontà di riconquistare la fiducia dell’ambiente, Mancini si è detto pronto a un “atto d’amore”, accettando un contratto in linea con i parametri economici della FIGC. Si parla di un ingaggio intorno ai due milioni di euro, una cifra ben lontana dai 30 milioni annui percepiti in Arabia Saudita. Questa mossa è un chiaro segnale inviato al futuro presidente federale.
La candidatura di Mancini si inserisce nel contesto delle imminenti elezioni federali del 22 giugno, con Giovanni Malagò tra i favoriti alla presidenza. Pur mantenendo il massimo riserbo fino al voto, è plausibile che siano già in corso sondaggi informali per la panchina azzurra. Le dimissioni del tecnico rappresentano la sua mossa strategica in vista delle decisioni che verranno prese dopo lo scrutinio.
Nel panorama dei possibili successori, figurano anche altri nomi di spessore. Antonio Conte, libero dopo l’esperienza al Napoli, rappresenta un’opzione, sebbene le sue richieste economiche siano notoriamente elevate. Resiste anche la suggestione legata a Pep Guardiola, un’ipotesi affascinante ma di complessa realizzazione finanziaria, che richiederebbe il coinvolgimento di importanti sponsor. Con la sua mossa, Mancini ha però chiarito la sua posizione, attendendo ora l’esito delle elezioni.






