L’orso dell’Atlante era completamente vegetariano

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Orso vegetariano
Orso vegetariano

L’orso dell’Atlante, una sottospecie del comune orso bruno, è stato l’unico plantigrado a popolare il continente africano. Diffuso un tempo tra Marocco e Tunisia, si è estinto definitivamente nel corso del XIX secolo, principalmente a causa della caccia e della progressiva distruzione del suo habitat naturale.

Recentemente, una collaborazione scientifica tra ricercatori spagnoli e marocchini ha riportato l’attenzione su questo animale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, ha portato alla luce un dettaglio sorprendente sulle sue abitudini alimentari: era un esemplare strettamente vegetariano.

Per determinare la dieta di una specie scomparsa, gli scienziati hanno utilizzato una tecnica consolidata basata sull’analisi del collagene conservato nelle ossa. I campioni esaminati appartenevano a esemplari rinvenuti in Marocco e vissuti tra 10.000 e 11.000 anni fa. Il collagene osseo accumula nel tempo isotopi pesanti di azoto, la cui concentrazione aumenta man mano che un animale sale nella catena alimentare.

Un predatore all’apice, per esempio, presenta livelli di isotopi molto più alti di un erbivoro. Questo metodo ha già permesso di distinguere la dieta degli orsi bruni primitivi da quella degli orsi delle caverne, scoprendo che questi ultimi consumavano una quantità maggiore di vegetali. Le analisi sui reperti dell’orso dell’Atlante hanno mostrato una concentrazione di azoto estremamente bassa.

I valori erano addirittura inferiori a quelli riscontrati nelle ossa di erbivori puri che condividevano lo stesso territorio, come antilopi e pecore. Ogni prova isotopica ha quindi confermato una dieta basata esclusivamente su vegetali, senza alcuna traccia di carne o pesce. Questa scelta alimentare, inaspettata per un animale che viveva in prossimità di coste e fiumi ricchi di fauna, si rifletteva anche nella sua anatomia.

L’orso dell’Atlante aveva infatti sviluppato zampe più piccole rispetto al suo cugino bruno, ma dotate di artigli più lunghi e robusti. Tali caratteristiche si sono rivelate ideali per scavare il terreno alla ricerca di radici e per strappare la vegetazione di cui si nutriva, composta principalmente da legumi e piante di brughiera.

Resta da chiarire perché un potenziale predatore abbia compiuto una scelta evolutiva così radicale. L’ipotesi più accreditata suggerisce che l’orso dell’Atlante abbia adattato la sua alimentazione per evitare la competizione con altri grandi cacciatori presenti nell’area, come iene e grandi felini.

Si è trattato di un processo evolutivo inverso rispetto a quello osservato in Nord America. Lì, l’estinzione dell’orso gigante dal muso corto ha ridotto la pressione competitiva, permettendo all’orso bruno di arricchire la propria dieta con più carne. La sottospecie africana, invece, ha scelto la via della specializzazione erbivora per sopravvivere.

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