Il Milan ha scelto il suo nuovo condottiero per la panchina: sarà il portoghese Rúben Amorim. La dirigenza, con il placet di Gerry Cardinale e la consulenza strategica di Zlatan Ibrahimovic, ha identificato in lui il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo tecnico e sportivo, raccogliendo l’eredità di Stefano Pioli. Si tratta di una decisione che indica la volontà di affidarsi a un allenatore giovane, ambizioso e con una chiara identità di gioco.
Amorim, classe 1985, si è affermato come uno dei talenti più brillanti della nuova generazione di tecnici europei. La sua carriera da calciatore lo ha visto protagonista come solido centrocampista, vestendo per anni la maglia di uno dei club rivali dello Sporting, il Benfica, con cui ha vinto numerosi trofei nazionali, e contando anche 14 presenze con la nazionale portoghese.
Appesi gli scarpini al chiodo, la sua transizione verso la panchina è stata folgorante. La sua filosofia di calcio è moderna e propositiva, fondata su un sistema di gioco che predilige la difesa a tre. I suoi principi cardine sono un baricentro alto per dominare il campo, un pressing organizzato per la riconquista immediata del pallone e una ricerca costante della verticalità una volta recuperato il possesso. Questo approccio non sacrifica però l’attenzione alla fase difensiva, considerata la base per poter attaccare con efficacia.
Il suo primo exploit è avvenuto sulla panchina del Braga, portato in pochi mesi alla conquista della Coppa di Lega portoghese nel 2020. Un risultato che ha spinto lo Sporting CP a un investimento senza precedenti per un allenatore nel campionato lusitano, pagando interamente la clausola rescissoria per strapparlo ai rivali.
A Lisbona, Amorim ha scritto la storia. Nella sua prima stagione completa, 2020-2021, ha guidato lo Sporting a un titolo di campione di Portogallo che mancava da 19 lunghissimi anni, interrompendo il duopolio di Porto e Benfica. Un trionfo costruito sulla valorizzazione di giovani talenti come Pedro Gonçalves e Nuno Mendes e su un’organizzazione tattica impeccabile, che gli è valsa il riconoscimento unanime in patria e all’estero.
Il suo lavoro con i biancoverdi è proseguito con la vittoria di altre coppe nazionali, confermando la sua capacità di costruire squadre competitive e vincenti nel tempo. Ora per Amorim si apriranno le porte di San Siro. La sfida sarà quella di adattare i suoi principi al contesto tattico della Serie A e di riportare il Milan a lottare stabilmente per lo Scudetto e a essere protagonista in Champions League, come richiesto dalla storia e dalle ambizioni del club.













