Donna Vekic ha completato una delle rimonte più sorprendenti della stagione, vincendo da lucky loser il torneo WTA 500 del Queen’s. La tennista croata ha conquistato il titolo più prestigioso della sua carriera superando in finale la britannica Emma Raducanu con il punteggio di 6-0 7-6(6), al termine di una settimana memorabile.
Il suo percorso a Londra ha avuto dell’incredibile. Presentatasi da numero 76 del mondo, Vekic era stata eliminata nel turno decisivo delle qualificazioni da Anna Blinkova. Il forfait di un’altra giocatrice le ha però aperto le porte del tabellone principale, un’occasione che ha saputo sfruttare con determinazione e un pizzico di fortuna.
Nel suo cammino verso la finale, la croata ha ceduto un solo set, nei quarti contro l’ex numero 1 del mondo Karolina Pliskova. Nell’atto conclusivo, ha mostrato una freddezza eccezionale: dopo aver dominato il primo set, ha annullato un set point e recuperato da uno svantaggio di 2-5 nel secondo parziale contro Raducanu. Ha chiuso la partita al tie-break, diventando la sesta lucky loser nella storia a vincere un titolo WTA e la prima in assoluto in un torneo di categoria superiore al 250.
Questo trionfo segna la terza rinascita sportiva per Vekic. Soltanto due anni fa, aveva raggiunto l’apice con la medaglia d’argento olimpica a Parigi e la storica semifinale a Wimbledon, la più lunga di sempre nel torneo femminile. Quei risultati l’avevano proiettata fino alla posizione numero 17 del ranking mondiale a inizio 2025, dopo le difficoltà patite in gioventù a causa delle alte aspettative.
Tuttavia, la sua ascesa si è interrotta bruscamente. Un 2025 privo di semifinali l’ha vista precipitare di nuovo in classifica, scivolando fino al numero 117 dello scorso aprile e costringendola a ripartire dalle qualificazioni nei tornei maggiori. Una caduta che ha ricordato il periodo buio vissuto tra il 2018 e il 2022, quando aveva perso la motivazione e considerato persino il ritiro.
Figlia di un portiere di calcio e di un’ostacolista, Vekic ha sempre avuto un tennis potente, con un ottimo servizio e colpi solidi da fondo. Aveva vinto il suo primo titolo a diciassette anni nel 2014, ma ha spesso lottato con l’ansia da prestazione che ne ha frenato il potenziale. La vittoria al Queen’s non rappresenta solo un successo sportivo, ma una dimostrazione di grande forza mentale.
Grazie a questo risultato, risalirà fino alla posizione numero 33 della classifica mondiale. Affronterà i prossimi impegni, a partire da Wimbledon, con una consapevolezza e una fiducia rinnovate, forte di un’impresa costruita sulla capacità di non arrendersi mai.












