Matteo Ricci si prepara a una nuova fase della sua carriera. Il suo contratto con la Sampdoria scadrà il 30 giugno e il centrocampista diventerà svincolato, pronto a valutare nuove opportunità. Una situazione che il giocatore ha già vissuto nel 2021, un momento che ha definito “una doccia fredda”.
All’epoca, dopo una stagione da protagonista in Serie A con lo Spezia e una convocazione in Nazionale, si ritrovò senza contratto. Nonostante l’interesse di diversi club, le offerte concrete non sono arrivate, portandolo a firmare con il Frosinone in Serie B. “Venivo da ottimi risultati, ero arrivato a Coverciano, poi non so cosa sia accaduto”, ha ricordato Ricci. “Prendermi a parametro zero sarebbe stato vantaggioso, ma ho dovuto resettare tutto. A volte si raggiungono traguardi importanti e poi si finisce sotto una doccia fredda”.
Dopo le esperienze a Frosinone e in Turchia con l’Istanbul Karagumruk, il centrocampista è approdato alla Sampdoria, dove è rimasto per tre stagioni. Nell’ultima gli è stata affidata la fascia da capitano, un’emozione che ha dichiarato di voler portare sempre con sé. “La Sampdoria è destinata a stare in Serie A e fare il capitano lì, con un pubblico da brividi, è qualcosa che ti rimane dentro”, ha commentato.
Il rammarico è legato ai risultati sportivi e alla mancanza di stabilità, con sette allenatori negli ultimi anni. “Non è stata una stagione semplicissima, ci siamo limitati a raggiungere l’obiettivo minimo della salvezza. C’è dispiacere per non essere riusciti a fare il salto di categoria”. Ora Ricci guarda al futuro con serenità e un’idea chiara: “Sono tranquillo, so quanto posso dare. Ho voglia di scoprire la mia prossima tappa e di tornare a vincere un campionato”.
Nel suo percorso ha avuto allenatori di primo piano. Ha scelto la Sampdoria per Andrea Pirlo, che lo aveva già allenato in Turchia e che considera un punto di riferimento. Ha ricordato anche l’esperienza formativa a Roma con Luis Enrique, quando a 17 anni andò in panchina con la prima squadra. “Nella gestione del gruppo era il numero uno. Mi disse che non dovevo rafforzare le spalle, ma la testa, per ragionare più velocemente degli altri”.
Tra gli altri tecnici, ha menzionato Vincenzo Italiano, definito “un fenomeno”, e Gennaro Gattuso, per cui a Pisa “tutti si sarebbero buttati nel fuoco”. Un futuro da allenatore non è escluso. Infine, ha svelato uno dei momenti più belli della sua carriera: il 9 febbraio 2020, quando lui e il fratello gemello Federico segnarono un gol a testa con la maglia dello Spezia. “Ero il rigorista, ma dopo aver segnato ho ceduto il secondo penalty a mio fratello. Vedere i nostri genitori felici sugli spalti è stato incredibile”.
















