CASERTA – Sono in 10 a rischiare il processo nell’inchiesta sui fondi Invitalia destinati al caseificio Spinosa e sulla concussione ai danni del dirigente dell’Asl Caserta Vincenzo Iodice. Il sostituto procuratore del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Giacomo Urbano ha infatti chiuso le indagini a carico del consigliere regionale di Forza Italia (deluchiano all’epoca dei fatti) Giovanni Zannini, del dirigente della sanità regionale Antonio Postiglione, degli imprenditori Paolo e Luigi Griffo. Tutti rischiano il rinvio a giudizio, così come l’architetto Salvatore Perfetto, 65enne di Lusciano, gli agronomi Giancarlo Andolfo, 60enne di Napoli, Luigi Pilotti, 50enne di Vairano Patenora, e Flora Cirelli, 56enne partenopea, il 31enne ingegnere di Napoli Daniele Braccini e il 60enne mondragonese Alfredo Campoli.
In particolare Zannini e Postiglione rispondono di concussione: avrebbero fatto pressione su Iodice perché accettasse l’incarico di direttore sanitario dell’ospedale San Pio di Benevento o comunque si dimettesse dalla direzione sanitaria dell’Asl Caserta. Il dirigente sarebbe stato preso di mira perché si sarebbe rifiutato di piazzare il dirigente Asl Carmine Lauriello (non indagato) presso la direzione sanitaria dell’azienda casertana, con il compito di seguire le segnalazioni e richieste dei dipendenti delle quali poi Zannini si sarebbe fatto tramite nei confronti dei vertici dell’Asl. Altra “colpa” di Iodice: non avere accolto la richiesta di Zannini di intercedere presso l’allora direttore sanitario dell’Asl casertana Amedeo Blasotti per nominare Luana Sergi (non indagata) come responsabile del reparto di Neuropsichiatria infantile.
Ancora, Iodice avrebbe fatto capire di volere interrompere la pratica clientelare di Zannini di promuovere le istanze dei dipendenti (che il politico avrebbe accompagnato personalmente negli uffici dell’Asl o da Iodice stesso). Il direttore sanitario, esasperato da queste pratiche, avrebbe preparato una lettera da inviare a tutti i dipendenti (mai diffusa) per avvisarli di non presentare istanze personali tramite politici ma, dopo le lamentele di Zannini nei suoi confronti, si sarebbe limitato ad avvisare informalmente i dipendenti che qualsiasi richiesta veicolata da politici sarebbe stata respinta. Iodice avrebbe anche attribuito al consigliere l’installazione di microspie negli uffici Asl, poi trovate dal direttore amministrativo Giuseppe Tarantino. Alla fine, a settembre del 2023 Iodice si dimise.
Viene ipotizzata invece la corruzione a carico di Zannini e dei due Griffo per la vicenda dei fondi per il caseificio. Gli imprenditori avrebbero ottenuto indebitamente da Invitalia 10 milioni di euro per realizzare un impianto per la produzione di mozzarella a Cancello Arnone, grazie ai buoni uffici di Zannini. La Regione aveva sollevato obiezioni sulla compatibilità ambientale del progetto, richiedendo una Valutazione di incidenza ambientale (Vinca). Secondo la Procura, il consigliere regionale avrebbe accettato la promessa di un weekend in barca a Capri, offerto dai Griffo (e che solo in seguito avrebbe pagato di tasca sua), in cambio di un intervento per aiutarli a non perdere il finanziamento, aggirando la normativa ambientale.
Zannini avrebbe esercitato pressione sulla Regione, poco propensa a far passare la pratica degli imprenditori castellani, affinché delegasse la Vinca al Comune di Cancello Arnone, amministrato da Raffaele Ambrosca (non indagato), politico a lui vicino, che a sua volta l’avrebbe poi affidata al Comune di Castello del Matese, dotato di commissione Ambiente. Zannini si sarebbe poi adoperato per ottenere un parere favorevole proprio dalla commissione di Castello del Matese, pur essendo consapevole, ipotizzano i pm, delle irregolarità nello studio ambientale presentato dai Griffo per realizzare l’opera.
















