Arcipelago Toscano: al via il piano anti-plastica

91
Mare pulito
Mare pulito

È stato presentato ufficialmente il progetto “Arcipelago Pulito 2025”, un’iniziativa ambiziosa per contrastare l’inquinamento da microplastiche e macroplastiche nelle acque del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Il programma, finanziato con fondi europei e nazionali, si propone di diventare un modello di intervento per la salvaguardia degli ecosistemi marini nel Mediterraneo.

Negli ultimi anni, l’area protetta che include le sette isole maggiori della Toscana ha registrato un preoccupante aumento della concentrazione di detriti galleggianti. Analisi recenti hanno rivelato che oltre l’80% dei rifiuti rinvenuti è costituito da materiale plastico, una minaccia diretta per specie vulnerabili come la tartaruga Caretta caretta, i delfini e le balenottere che transitano nel Santuario dei Cetacei Pelagos.

L’operazione si articolerà su tre fronti principali. In primo luogo, saranno installate delle barriere “cattura-rifiuti” di ultima generazione alle foci dei principali corsi d’acqua che sfociano sulla costa toscana, per intercettare i detriti prima che raggiungano il mare aperto. Queste strutture sono progettate per non interferire con la fauna ittica.

In secondo luogo, una flotta di droni acquatici autonomi pattuglierà le aree più critiche tra le isole d’Elba, Capraia e Giglio. Equipaggiati con sensori ottici e sistemi di raccolta, i droni identificheranno e recupereranno i rifiuti galleggianti, trasmettendo dati in tempo reale a un centro di controllo operativo situato a Portoferraio.

Un aspetto fondamentale del programma sarà il coinvolgimento attivo della comunità locale. Le cooperative di pescatori dell’arcipelago hanno aderito con entusiasmo, diventando “sentinelle del mare”. Le loro imbarcazioni saranno dotate di speciali sacchi per la raccolta della “marine litter” pescata accidentalmente durante le normali attività, con un sistema di incentivi economici per il materiale conferito.

“Arcipelago Pulito 2025” è il risultato di una collaborazione virtuosa tra il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Toscana e l’Università di Pisa, che curerà il monitoraggio scientifico dell’impatto ambientale. Il budget complessivo, pari a 4 milioni di euro, proverrà per il 60% dal programma europeo LIFE e per il restante 40% da un fondo nazionale per la tutela della biodiversità.

Il cronoprogramma prevede l’installazione delle barriere entro sei mesi e l’avvio delle operazioni con i droni subito dopo. L’obiettivo quantitativo è ambizioso: si punta a una riduzione del 40% dei rifiuti plastici galleggianti nell’area del parco entro la fine del 2025 e a raccogliere oltre 50 tonnellate di rifiuti dal fondale marino grazie al contributo dei pescatori.

Questo intervento non solo migliorerà la salute dell’ecosistema locale, ma avrà anche ricadute positive sul turismo sostenibile e sull’economia della pesca. L’auspicio è che le metodologie e le tecnologie testate nell’Arcipelago Toscano possano essere replicate in altre aree marine del Mediterraneo, affrontando un’emergenza che non conosce confini.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome