Gatti: per fare amicizia basta strizzare gli occhi

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Comunicazione felina
Comunicazione felina

Per molto tempo si è pensato che i gatti fossero animali distaccati, incapaci di stringere legami profondi con gli esseri umani. La loro tendenza a ignorare i richiami o a mostrarsi indifferenti è stata spesso interpretata come prova di un carattere scontroso e poco affettuoso.

Recenti studi scientifici hanno però ribaltato questa convinzione, dimostrando che il problema di comunicazione risiede spesso nell’uomo. Non conosciamo il linguaggio felino e, in particolare, ignoriamo un gesto fondamentale per conquistare la loro fiducia: lo sbattito lento delle palpebre, o ‘slow blink’.

Per un gatto, il gesto di stringere lentamente gli occhi e poi chiuderli per qualche istante equivale a un sorriso umano. È un potente segnale non verbale che comunica tranquillità e benessere. I felini utilizzano questo comportamento per interagire pacificamente tra loro e anche con altri animali con cui convivono.

Per verificare scientificamente questa teoria, un gruppo di psicologi esperti in comunicazione animale ha condotto una serie di esperimenti. La ricerca ha coinvolto circa cinquanta gatti di età compresa tra 1 e 17 anni, osservando le loro reazioni in contesti controllati.

In un primo esperimento, è emerso che i gatti hanno risposto molto più frequentemente allo ‘slow blink’ dei loro proprietari rispetto a quando questi ultimi mantenevano un’espressione neutra. I felini hanno mostrato una chiara propensione a ricambiare il gesto ricevuto.

Un secondo test ha aggiunto un elemento di interazione fisica. Gli sperimentatori dovevano prima sbattere lentamente le palpebre e poi allungare una mano verso il gatto. I risultati hanno confermato che gli animali si sono avvicinati con più fiducia e curiosità alle persone che avevano eseguito il gesto, rispetto a quelle che avevano mantenuto uno sguardo fisso e impassibile.

Karen McComb, una delle autrici dello studio, ha spiegato come mettere in pratica questa scoperta. “Provate a stringere gli occhi come fareste durante un sorriso rilassato, per poi chiuderli completamente per un paio di secondi. Noterete che il gatto risponderà spesso allo stesso modo”, ha dichiarato la psicologa. Questa tecnica si è rivelata efficace non solo con i gatti domestici, ma anche con i randagi.

Rimane da chiarire perché questo specifico gesto venga interpretato come un segnale positivo. Un’ipotesi è che lo ‘slow blink’ rappresenti l’esatto opposto di uno sguardo fisso e diretto, che nel mondo animale è quasi sempre un segno di minaccia o sfida.

Un’altra teoria suggerisce che questo comportamento potrebbe non essere innato, ma essersi evoluto dopo la domesticazione del gatto. Potrebbe trattarsi di un linguaggio che i felini hanno sviluppato specificamente per comunicare in modo più efficace con gli esseri umani, imparando a interpretare e a riprodurre un segnale di apertura e fiducia.

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