CASERTA – Il complicato equilibrio tra la tutela dei borghi storici e la gestione dei flussi della movida estiva torna a infiammare il dibattito pubblico a Caserta. Nel corso dell’ultimo fine settimana, l’emergenza legata al traffico e alla sosta selvaggia si è spostata con forza nelle frazioni collinari, investendo in pieno il sito patrimonio dell’Umanità di San Leucio e la vicina Vaccheria.
A farsi portavoce del profondo malcontento che serpeggia tra residenti e commercianti è l’avvocato Pasquale Napoletano, già capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Caserta, che ha indirizzato un dettagliato e severo appello alla commissione straordinaria per chiedere una revoca o quantomeno una profonda e immediata revisione della Zona a traffico limitato (Ztl) attualmente in vigore.
Al centro della contestazione vi è il dispositivo di chiusura al traffico istituito in via Antonio Planelli. Secondo l’analisi di Napoletano, il provvedimento starebbe producendo effetti diametralmente opposti rispetto a quelli originariamente auspicati dai pianificatori della mobilità urbana, finendo per scaricare l’intera pressione veicolare direttamente su Piazza della Seta, trasformata di fatto in un imbuto senza via d’uscita, in un caotico parcheggio a cielo aperto e in un’insostenibile area di manovra per le centinaia di automobilisti che ogni sera tentano di raggiungere il Belvedere o i locali della Vaccheria.
L’esponente politico ci tiene a chiarire, in prima battuta, che l’iniziativa non nasce da un preconcetto ideologico nei confronti delle aree pedonali o dei vincoli di circolazione, ma da una critica serrata alle modalità logistiche con cui la misura è stata calata sul territorio: “È doveroso premettere che non vi è alcuna preclusione nei confronti dello strumento della Ztl, di cui si comprende perfettamente il valore in termini di salvaguardia del patrimonio storico, architettonico e monumentale. Il problema risiede interamente in una pianificazione carente, che ha ignorato la specifica realtà urbanistica e strutturale del borgo. La totale assenza di aree di sosta dedicate e periferiche sta trasformando un sacrosanto provvedimento di tutela in un vero e proprio blocco economico e sociale per l’intera comunità”.
Le ridotte dimensioni e la conformazione di Piazza della Seta non sono infatti minimamente in grado di reggere l’impatto di una simile mole di automobili. Il risultato, puntualmente registrato nel weekend, è una paralisi totale della circolazione, con vetture ammassate persino al centro della carreggiata e scene di diffusa inciviltà. Le auto hanno occupato stabilmente i marciapiedi, ostruendo i passaggi pedonali e sbarrando persino gli accessi a servizi pubblici essenziali per i cittadini, come l’ufficio postale della frazione e lo sportello automatico Postamat.
Le ripercussioni più pesanti e quotidiane di questa situazione stanno ricadendo sui residenti di San Leucio, per i quali la vita all’interno del borgo è diventata paradossale. Il tessuto urbano della frazione è composto prevalentemente da case antiche e nuclei storici che, per ovvie ragioni architettoniche d’epoca, sono quasi totalmente privi di garage privati, box auto o cortili interni sfruttabili per il parcheggio.
Con l’estensione del divieto di transito e sosta, gli abitanti si trovano paradossalmente privati della possibilità legale di accostare o parcheggiare l’auto nei pressi delle proprie abitazioni. Una limitazione che si traduce nell’impossibilità pratica di scaricare la spesa, di accedere liberamente alla propria casa nei giorni di maggiore afflusso o di ricevere visite da parte di familiari e parenti, costretti a desistere di fronte a un sistema viario completamente blindato e privo di alternative.
Accanto al disagio dei residenti si colloca il grave danno economico per le dieci attività commerciali concentrate attorno alla piazza, che rappresentano il cuore pulsante e il motore economico della frazione collinare. L’attuale assetto dei varchi sta letteralmente soffocando gli esercenti, cancellando i posti auto necessari per consentire la sosta della clientela e scoraggiando l’accesso al borgo.
A complicare ulteriormente un quadro già di per sé critico si aggiungono i flussi turistici e della ristorazione diretti verso il Belvedere e la Vaccheria: trovando la strada sbarrata dalla Ztl di via Planelli e non sapendo dove svoltare a causa della mancanza di segnaletica e di aree di scambio, la stragrande maggioranza degli automobilisti decide di abbandonare la vettura proprio in Piazza della Seta, saturandone gli spazi e ingolfando l’unico snodo di manovra disponibile.
Secondo Napoletano, l’attuale rigida gestione degli orari dei varchi non sta affatto tutelando l’integrità del borgo borbonico, ma ne sta accelerando lo spopolamento e condannando a morte il tessuto commerciale locale.
Per uscire dall’impasse e contemperare le legittime esigenze di vivibilità degli abitanti, la sopravvivenza delle imprese e la fruizione turistica della zona, l’esponente politico propone un correttivo immediato alla struttura commissariale dell’Ente: spostare l’orario di attivazione dei varchi elettronici della Ztl direttamente alle 24. Si tratta di una modifica che decongestionerebbe le ore cruciali della serata, restituendo ossigeno alle attività produttive e consentendo un afflusso più ordinato.
L’appello si conclude con la richiesta di un esame urgente e tempestivo della proposta da parte dei Commissari Straordinari, atto a ripristinare il prima possibile le condizioni minime di legalità, sicurezza stradale e rispetto dei diritti elementari di chi a San Leucio ha scelto di vivere e investire.









