NAPOLI – L’emergenza sicurezza ha ormai travolto l’intera città. La cronaca quotidiana racconta della furia cieca delle baby gang locali. Gli accoltellamenti tra giovanissimi sono diventati una triste costante. Nei vicoli si registrano spari dopo violente risse tra famiglie. In piazza Montesanto un uomo imbraccia un fucile d’assalto tra i passanti.
Per affrontare la crisi, domani arriverà in città il ministro dell’Interno. Matteo Piantedosi coordinerà personalmente il Comitato per l’ordine e la sicurezza. I cittadini chiedono alle istituzioni più pattuglie e più controlli nelle aree a rischio. Sullo sfondo delle violenze urbane emerge però il pesante allarme della Dda. I magistrati antimafia segnalano il pericolo dei troppi boss tornati liberi. I vecchi capiclan scarcerati potrebbero ora riorganizzare le file dei clan. Il dossier sulle scarcerazioni eccellenti arriverà sul tavolo in prefettura nelle prossime ore. I vertici dello Stato analizzeranno il potenziale pericolo per le scarcerazioni e le stese. I vecchi padrini tornano nei quartieri mentre la città conta i bossoli.
Non solo. Le paranze e le armi da fuoco sono in mano a ragazzi sempre più giovani. Questo è il nuovo fronte strategico che preoccupa seriamente la Dda. I vecchi nomi della camorra storica si muovono oggi in una scena cambiata. Il contesto criminale attuale è decisamente più veloce e molto più esposto. Anche questo è un potenziale rischio per la sicurezza. Le nuove leve usano molto i social network per lanciare sfide ai rivali.
Il nodo centrale del vertice con Piantedosi sarà proprio la gestione della sicurezza urbana e della criminalità. Molti camorristi sono rientrati nei loro storici rioni senza fare clamore. Alcuni esponenti di spicco hanno scontato oltre vent’anni di reclusione dura. I capiclan avevano alle spalle condanne pesantissime. Ma molti hanno finito di scontare le pene. La giustizia ha fatto il suo corso tra fine pena e ricalcoli dei giorni. Restano enormi i problemi di sicurezza legati al controllo del territorio. Nel dossier riservato della questura entrano nomi un tempo legati a grandi cartelli. Si fa riferimento all’Alleanza di Secondigliano e al gruppo dei Mazzarella. Alcuni sono tornati liberi ma restano sottoposti a stretta sorveglianza. Il quadro dei vecchi clan si incrocia inevitabilmente con le nuove paranze. Tra i nomi caldi monitorati spicca quello dell’ex boss Giuseppe Lo Russo: storico esponente dei Capitoni di Miano e dell’Alleanza. Nel documento compaiono anche Gaetano Bocchetti e Giovanni Cesarano.













