SANT’ANTIMO – Le lancette segnavano le 8:30, l’orario in cui la saracinesca della storica Farmacia Papa, in via Trieste e Trento, si alzava per accogliere i primi clienti. Ma la routine quotidiana è stata bruscamente interrotta da un incubo che ha squarciato il silenzio del risveglio cittadino. Un uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, si è scagliato contro il figlio del titolare, estratto un coltello con l’intento di colpire. Il fendente, diretto alla nuca, è stato letale solo nelle intenzioni: la vittima è riuscita a schivare il peggio, riportando per fortuna solo un graffio, una ferita superficiale che però pesa come un macigno sullo spirito. Non soddisfatto, il malvivente ha iniziato a inveire, urlando minacce di morte e promettendo di tornare di lì a poco armato di pistola. Un annuncio agghiacciante.
Il malintenzionato – ben noto a una comunità ormai esasperata – non era nuovo a simili intemperanze. Pare che l’uomo abbia terrorizzato diverse attività commerciali già durante lo scorso fine settimana, arrivando persino a mandare in frantumi le auto in sosta lungo corso Michelangelo, in un delirio di vandalismo che aveva messo in allerta l’intero territorio. La risposta dello Stato, tuttavia, è stata immediata e implacabile. Al grido d’allarme, sono giunti tempestivamente sul posto i carabinieri della compagnia di Giugliano, affiancati dai colleghi della tenenza di Sant’Antimo. La caccia all’uomo è durata pochissimo: l’aggressore è stato individuato a una manciata di metri dalla scena del crimine, ancora seduto in strada a blaterare frasi sconnesse, colto in flagranza di reato mentre le forze dell’ordine stringevano il cerchio attorno a lui.
Mentre la vittima, dopo le necessarie medicazioni e lo smaltimento del comprensibile choc, si recava in caserma per sporgere denuncia, le indagini hanno rivelato una realtà ancora più complessa. La mattinata di servizio dei carabinieri ha portato a un doppio successo: oltre all’aggressore della farmacia, i militari hanno bloccato un secondo individuo, anch’egli ben noto alle autorità, responsabile di una serie di raid notturni ai danni delle attività locali, depredate sistematicamente nelle ore di chiusura. Due colpi duri alla microcriminalità che, da tempo, rendeva difficile la vita dei commercianti santantimesi.
Per la comunità arriva il momento del respiro: la certezza che, in un territorio messo a dura prova dall’arroganza di pochi, la presenza delle divise rimane un argine invalicabile a difesa della dignità e della sicurezza di tutti.













