Nuove perquisizioni nell’inchiesta sulla cava Santa Lucia della Luigi Luserta srl e sulla presunta tangente che, secondo l’ipotesi della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Carlo Marino, quando era sindaco di Caserta, avrebbe ricevuto attraverso l’avvocato Vincenzo Iorio per favorire l’utilizzo dell’impianto come sito di destinazione delle terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri Rfi (estranea all’indagine) della tratta Napoli-Bari.
Dopo le perquisizioni eseguite nelle scorse settimane nei confronti dello stesso Marino, di Giuseppeantonio Luserta e di Vincenzo Iorio, l’indagine si allarga. I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, coordinati dalla Procura sammaritana guidata da Pierpaolo Bruni, hanno infatti approfondito il ruolo di altri soggetti che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero contribuito a creare le condizioni per favorire la cava di Luserta nei rapporti con Rete Ferroviaria Italiana.
Ai nomi già noti di Luserta, Iorio e Marino, si aggiungono ora Gaetano Sacco, 43 anni, architetto casertano; Domenico Semplice, 61 anni, dipendente Rfi; Vincenzo Bifulco, 45 anni, residente a Marigliano; Laura Arena, 58 anni; e Giovanni Sferragatta, 60 anni, di Maddaloni.
A vario titolo agli indagati vengono contestati episodi di corruzione per l’esercizio della funzione. Gli episodi indicati dagli inquirenti sarebbero quattro. Uno è quello già emerso con le perquisizioni del mese scorso a carico di Marino, Luserta e Iorio. Un altro filone riguarda invece i rapporti tra Luserta, Sacco, Semplice e Arena.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Giuseppeantonio Luserta, titolare della Luigi Luserta srl, proprietaria della cava Santa Lucia in via Ponti della Valle, avrebbe ottenuto da Rfi sia la proposta di utilizzo della cava come sito di destinazione del materiale proveniente dai lavori della Napoli-Bari, sia un prezzo maggiorato per lo smaltimento: da 0,89 euro a 1,15 euro al quintale. In cambio, sempre secondo la Procura, sarebbero state riconosciute utilità a Domenico Semplice, dipendente Rfi – ex sindaco di Caivano -, responsabile della struttura ‘Gestione operativa’ e vicedirettore Area Sud Investimenti di Rfi.
Il meccanismo ipotizzato dagli investigatori passerebbe attraverso fatture ritenute false o gonfiate. Tra giugno 2024 e gennaio 2026, Luserta avrebbe effettuato pagamenti per 13 fatturazioni all’architetto Gaetano Sacco per complessivi 506mila euro, formalmente per consulenze tecniche e amministrative legate alla riqualificazione ambientale della cava Santa Lucia e all’ottenimento di pareri e autorizzazioni.
Sacco, tra luglio 2024 e marzo 2025, avrebbe poi effettuato pagamenti per 49.500 euro all’avvocato Laura Arena, moglie di Semplice, e ulteriori pagamenti per 80.550 euro alla Deg Ingegneria srl, società ritenuta riconducibile allo stesso Semplice. A sua volta, la Deg Ingegneria avrebbe versato 65.700 euro alla ditta individuale dell’ingegnere Domenico Semplice.
Un ulteriore passaggio, secondo gli inquirenti, riguarderebbe la S.C. Engineering srl. Luserta avrebbe versato alla società, tra luglio e settembre 2025, 220mila euro per fatturazioni considerate false o gonfiate. Da lì sarebbero poi partiti altri pagamenti: 94.500 euro a Semplice, 31mila euro alla Rosem srl, società ritenuta riconducibile a Semplice, e 18.800 euro all’avvocato Arena.
Nell’impianto accusatorio compare anche un episodio materiale: il 9 gennaio 2026 Sacco avrebbe consegnato a Semplice, nella sua abitazione di Caserta, una busta di gioielleria contenente un Rolex.
L’orologio, secondo la ricostruzione, sarebbe stato acquistato da Luserta il 3 gennaio in una gioielleria di Benevento e poi consegnato a Sacco il 6 gennaio.
Si tratta, al momento, di ipotesi investigative che dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento. Gli indagati, innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile, avranno la possibilità di chiarire la propria posizione e di difendersi dalle contestazioni mosse dalla Procura.
Non è da escludere che il prosieguo dell’attività investigativa faccia emergere l’estraneità degli inquisiti rispetto ai fatti contestati.











