L’approdo di Anan Khalaili all’Inter è il risultato di un talento cristallino unito a una disciplina ferrea. Gran parte del merito va attribuita a suo padre Majdi, ex portiere, che ha impostato per il figlio un regime di allenamento rigoroso fin dalla giovane età. Le giornate di Anan iniziavano con la sveglia alle sei del mattino per sessioni di potenziamento muscolare e affinamento tecnico prima della scuola.
Majdi Khalaili, dopo una carriera nelle serie minori israeliane, ha conseguito un master in Scienze Motorie, specializzandosi come preparatore atletico. L’obiettivo è sempre stato uno: trasformare il figlio maggiore in un calciatore di alto livello, un progetto culminato con il suo arrivo nel calcio europeo che conta.
Anan Khalaili è nato ad Haifa, città israeliana caratterizzata dalla convivenza tra una maggioranza ebraica e una significativa minoranza arabo-musulmana, comunità di cui la sua famiglia fa parte. Le radici familiari affondano nella vicina Sakhnin, centro a prevalenza araba. In questo contesto multiculturale, Khalaili ha mosso i primi passi nel mondo del calcio.
Ha iniziato la sua carriera nel Beitar, una realtà locale. Inizialmente schierato in porta per seguire le orme paterne, il suo allenatore dell’epoca ha presto compreso che il suo potenziale era sprecato tra i pali. È stato quindi spostato in attacco, una scelta che ha dato frutti immediati: nella stagione 2020, con le giovanili, ha collezionato 25 reti in 24 partite.
La sua consacrazione a livello internazionale è avvenuta durante il Mondiale Under 20 del 2023. Khalaili è stato uno dei protagonisti della sorprendente cavalcata di Israele, che ha chiuso il torneo al terzo posto. Ha segnato gol decisivi in tutte le fasi a eliminazione diretta: agli ottavi contro l’Uzbekistan, ai quarti nella storica vittoria per 3-2 contro il Brasile e nella finale per il bronzo contro la Corea del Sud.
Inizialmente impiegato come punta centrale, nel tempo ha arretrato il suo raggio d’azione. Grazie a una notevole facilità di corsa e a una velocità di punta che supera i 33 km/h, è stato trasformato in un efficace esterno di fascia, ruolo che gli ha permesso di conquistare un posto da titolare nel Maccabi Haifa.
La sua crescita esponenziale ha attirato l’attenzione dei club europei. L’Union Saint-Gilloise ha investito circa 6,5 milioni di euro per portarlo in Belgio, una tappa considerata strategica per la sua carriera. La scelta si è rivelata vincente, proiettandolo verso palcoscenici ancora più importanti.
Il campionato italiano sembrava essere nel suo destino. Nelle stagioni recenti ha incrociato più volte squadre di Serie A: ha segnato contro la Fiorentina in Conference League e ha giocato contro l’Atalanta in Champions League. Con la nazionale israeliana ha anche affrontato l’Italia, trovandosi di fronte Federico Dimarco, che ora ritroverà come compagno di squadra.




