È scomparso Franco Baresi, storico capitano del Milan

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Cronache sport calcio
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Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi, spentosi all’età di 66 anni dopo una lunga malattia. Icona del Milan e della Nazionale, è stato uno dei difensori più forti e rispettati nella storia di questo sport, un esempio riconosciuto anche dagli avversari.

Il club rossonero ha comunicato la notizia con una nota commossa, ricordando come il suo esempio e la sua maglia numero 6 resteranno per sempre parte integrante del DNA della società. La sua carriera è stata un simbolo di fedeltà e resilienza.

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi ha mostrato una tempra eccezionale fin da ragazzo. Rimasto orfano in giovane età, nel 1974 è entrato a far parte del Milan, la famiglia che non ha mai più abbandonato. Curiosamente, dopo essere stato scartato dall’Inter per un fisico ritenuto troppo gracile, è stato l’intuito di Italo Galbiati a portarlo in rossonero. Il suo soprannome, “Piscinin”, lo ha accompagnato per tutta la carriera.

L’esordio in Serie A è arrivato il 23 aprile 1978 sotto la guida di Nils Liedholm, che ha creduto in lui fin da subito. Baresi è diventato presto un pilastro della squadra, vincendo lo scudetto della stella già nella stagione successiva. A soli 22 anni gli è stata affidata la fascia di capitano, un ruolo che ha incarnato con un carisma unico.

La sua carriera non è stata priva di momenti difficili. Ha vissuto due retrocessioni, ha superato un grave problema di salute e ha sempre rifiutato le offerte di altri grandi club, scegliendo di rimanere al Milan. Nel 1982 ha fatto parte della spedizione azzurra che ha vinto il Mondiale in Spagna, pur senza mai scendere in campo.

La svolta decisiva è arrivata con l’era di Silvio Berlusconi e Arrigo Sacchi. Dal 1987, Baresi è diventato il leader difensivo di una delle squadre più forti di tutti i tempi. Come interprete perfetto del calcio di Sacchi e affiancato da campioni come Gullit, Van Basten e Rijkaard, ha guidato il Milan alla conquista di scudetti e Coppe dei Campioni, dominando in Italia e in Europa.

Anche con l’arrivo di Fabio Capello, il suo ciclo di vittorie è proseguito, con altri quattro scudetti e la memorabile Champions League del 1994. Con la Nazionale di Sacchi è stato un punto fermo, guidando l’Italia fino alla finale del Mondiale USA ’94, persa ai rigori contro il Brasile.

Dopo l’ultimo scudetto nel 1996, ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato nel giugno 1997. Il Milan ha ritirato per sempre la sua maglia numero 6, un onore riservato a pochissimi. Dopo una breve parentesi da direttore tecnico al Fulham, è tornato stabilmente nel suo club, diventandone un simbolo eterno.

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