Judy Murray, madre dei campioni Andy e Jamie e storica coach britannica, ha lodato il sistema tennistico italiano, definendolo un esempio da seguire. Al contempo, ha lanciato una dura accusa contro la Scozia e la Gran Bretagna, colpevoli di aver sperperato l’enorme eredità sportiva costruita sui trionfi dei suoi figli.
“La Federazione italiana ha cambiato direzione, ha investito sulle persone e i risultati si vedono”, ha affermato Murray. L’ex capitano di Fed Cup ha spiegato di aver ritrovato i suoi principi nel modello italiano, un sistema che ha abbandonato la centralizzazione per investire su club e allenatori, permettendo ai giovani di crescere nel proprio ambiente. “Per me i club e gli allenatori sono la base di qualsiasi sport”.
Al contrario, il sistema britannico è diventato sempre più centralizzato, allontanando i giovani talenti dai loro coach e club originari. “Abbiamo perso il treno”, ha dichiarato con frustrazione, sottolineando come l’entusiasmo generato dalle vittorie di Andy non sia stato sfruttato per costruire infrastrutture adeguate, come campi indoor, o per ampliare la base di allenatori. Oggi, per un ragazzo scozzese, emergere è quasi impossibile se la famiglia non dispone di grandi risorse economiche.
Murray ha ricordato i suoi inizi come responsabile tecnica nazionale scozzese, un ruolo che accettò circa trent’anni fa. “Non avevamo un centro nazionale e ancora oggi non lo abbiamo”, ha raccontato, descrivendo un budget minuscolo e l’assenza di uno staff. Nonostante le difficoltà, da un piccolo gruppo di bambini che includeva i suoi figli ed Elena Baltacha, nacque una generazione di campioni.
Il suo metodo si basava su due convinzioni: il divertimento dei bambini e l’investimento sulle persone. “Sono le persone che fanno succedere le cose. Gli allenatori producono i giocatori, se forniamo loro gli strumenti”. Ha creato così una squadra di tecnici, tra cui l’attuale capitano di Coppa Davis Leon Smith, e un ambiente familiare che ha prodotto frutti insperati, proteggendo e supportando i ragazzi nel loro percorso.
L’Italia, secondo Murray, ha dimostrato la validità di questa strategia, organizzando anche numerosi tornei per permettere ai giocatori di crescere senza viaggiare all’estero. Guardando al futuro, Judy Murray, insieme ad Andy e Jamie, sta progettando di realizzare una sorta di “fattoria del tennis” vicino a Dunblane, per organizzare masterclass e restituire al territorio parte di ciò che lo sport ha dato alla loro famiglia.





