La sconfitta per 2-1 subita dalla Juventus nel derby d’Italia contro l’Inter, disputato a Perth, ha fatto suonare un nuovo campanello d’allarme. A due settimane dall’inizio del campionato, la necessità di un nuovo portiere titolare è diventata un’urgenza assoluta per la dirigenza bianconera.
La prestazione di Michele Di Gregorio ha riacceso vecchi dubbi. Se sul primo gol interista di Dimarco le responsabilità sono apparse condivise con la difesa, sul raddoppio di Diouf l’errore del portiere è stato evidente. Il suo intervento, goffo e incerto su una conclusione ravvicinata ma non irresistibile, ha permesso alla palla di finire in rete, riportando alla mente le incertezze della passata stagione.
Questo passo falso è arrivato dopo un pre-campionato che, fino a quel momento, aveva fornito indicazioni positive. Nelle prime quattro amichevoli la porta della squadra di Luciano Spalletti era rimasta inviolata, con buone prestazioni sia di Di Gregorio che di Mattia Perin, seppur protetti da una difesa solida che aveva concesso poche occasioni agli avversari.
La situazione interna del reparto portieri è complessa. Di Gregorio, pur avendo un contratto fino al 2029, non ha convinto né il tecnico né il club, ed è di fatto considerato un separato in casa, anche a seguito di un caso mediatico che ha coinvolto il suo agente a luglio. Gli altri due portieri in rosa, Perin e Pinsoglio, hanno entrambi il contratto in scadenza tra un anno, rappresentando soluzioni non a lungo termine.
Sul mercato, la Juventus non è ancora riuscita a sbloccare la situazione. La dirigenza non ha trovato una sistemazione per Di Gregorio né ha chiuso per un nuovo titolare. I principali obiettivi individuati a inizio mercato, come Alisson e Dibu Martinez, sono ormai sfumati, mentre altre piste, come quella che portava a Vicario, non hanno mai convinto pienamente la società.
L’ultima idea emersa è quella di un prestito per il portiere giapponese Suzuki, ma solo se il Paris Saint-Germain dovesse prima acquistarlo dal Parma. Questa soluzione solleva però perplessità: un club con le ambizioni della Juventus può davvero affidare la rifondazione di un ruolo così cruciale a un giocatore in prestito? Nelle prossime ore, i dirigenti Carnevali, Massara e Ottolini dovranno accelerare per risolvere quello che, da semplice necessità, si è trasformato nel problema più urgente da affrontare.




