L’allenatore Darren Cahill ha svelato un retroscena inedito sulla personalità di Jannik Sinner, descrivendo la sua indole competitiva anche al di fuori del campo da tennis. L’aneddoto è contenuto nel libro di Matthew Futterman, ‘The Cruelest Game: Chasing Greatness in Professional Tennis’, e riguarda un passatempo del team Sinner.
Per allentare la tensione tra un torneo e l’altro, il fisioterapista Giacomo Naldi ha introdotto nel gruppo il gioco del burraco. Durante queste partite, apparentemente amichevoli, emerge l’incontenibile agonismo del numero uno al mondo. ‘Dobbiamo stare attenti a Jannik. È un po’ uno da giochi di prestigio’, ha raccontato divertito Cahill. ‘Ogni tanto sparisce qualche carta mentre giochiamo e bisogna tenerlo d’occhio’.
La presunta furbizia dell’atleta altoatesino si scontra, però, con una scarsa capacità di nascondere le proprie intenzioni. Sinner, secondo il suo allenatore, prova a barare o a sostituire le combinazioni, ma il suo volto lo tradisce quasi sempre. ‘Di solito, quando sorride sappiamo che qualcosa non è filato liscio, che qualcosa è stato sostituito’, ha spiegato l’allenatore australiano.
Questo mix di foga agonistica e ingenuità suscita l’ilarità di tutto lo staff. Lo stesso coach ha commentato con una battuta le abilità di Sinner come giocatore d’azzardo: ‘Lo caccerebbero da un casinò di Las Vegas abbastanza in fretta’.
Se i tentativi di bluffare fuori dal campo fanno sorridere, sul piano professionale l’attitudine del campione italiano assume contorni diversi. L’aspetto che più di ogni altro rende orgoglioso il suo angolo tecnico non è solo il talento, ma la straordinaria forza mentale con cui affronta le delusioni.
Cahill ha spiegato come Sinner non si soffermi mai troppo a lungo sulla tristezza di una sconfitta. Subito dopo aver perso, è deluso, come è normale che sia. Tuttavia, il giorno successivo la sua prospettiva cambia radicalmente. ‘Già il giorno dopo riceviamo una telefonata: ‘Va bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Quando torniamo in campo? Su cosa lavoriamo? Qual è il prossimo obiettivo? Cosa dobbiamo migliorare?’’, ha rivelato il coach.
È proprio questa fame insaziabile, unita a un costante desiderio di miglioramento, a essere considerata il vero motore che ha spinto il fuoriclasse italiano in vetta al tennis mondiale. La sua capacità di trasformare immediatamente una battuta d’arresto in una nuova opportunità di crescita definisce la sua mentalità da campione.



