La Formula 1 ha affrontato un 2026 con sfide finanziarie significative, nonostante una base di pubblico in crescita a 830 milioni di fan globali. I dati del secondo trimestre dell’anno hanno mostrato l’impatto dell’instabilità geopolitica in Medio Oriente, con la cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita. Nel periodo tra aprile e giugno 2026, i ricavi sono scesi a 764 milioni di dollari, una flessione del 38% rispetto agli 1,22 miliardi dello stesso periodo nel 2025. Ancora più netta la contrazione del reddito operativo, che è crollato del 61%, attestandosi a 73 milioni di dollari contro i 293 milioni dell’anno precedente.
Le cancellazioni, sommate al riposizionamento del GP del Giappone nel primo trimestre e all’esclusione di Imola, hanno ridotto del 44% il numero di gare disputate nel trimestre. Il primo semestre del 2026 ha contato solo 8 tappe contro le 11 del 2025. Queste perdite hanno avuto un effetto diretto sui team: i pagamenti distribuiti alle scuderie nel secondo trimestre sono scesi a 316 milioni di dollari, un calo notevole rispetto ai 513 milioni del 2025. Complessivamente, nei primi sei mesi del 2026, il montepremi condiviso si è fermato a 500 milioni di dollari, contro i 627 milioni dell’anno precedente.
Nonostante una flessione dei ricavi del 15% nel primo semestre, l’organizzazione ha già avviato una strategia di recupero. Il Gran Premio del Bahrain è stato riprogrammato e si disputerà in ottobre in Malesia, una mossa che consentirà di riequilibrare i conti nella seconda metà dell’anno. Il programma prevede 7 gare nel terzo trimestre e altre 8 nell’ultimo, a condizione che i GP del Qatar e di Abu Dhabi siano confermati. In caso di ulteriori cancellazioni, il Ceo Stefano Domenicali ha preparato un piano alternativo per concludere la stagione in Europa, con Imola come candidata per ospitare la finale a dicembre. L’obiettivo è mantenere un calendario di 22 o 23 gare per minimizzare l’impatto economico.
Sul lungo periodo, la Formula 1 punta a incrementare i ricavi aumentando il numero delle Sprint Race a partire dal 2027. Questo formato è molto apprezzato dagli organizzatori perché attira pubblico fin dal venerdì. Il Ceo ha confermato che il numero di eventi Sprint aumenterà, rappresentando un’opportunità commerciale da sfruttare. Tuttavia, ha espresso cautela sull’ipotesi di estendere il formato a ogni weekend di gara per non svalutarne l’esclusività. Un ulteriore incremento degli introiti è atteso anche dalle esperienze premium, come il Paddock Club e i pacchetti vip destinati a un pubblico con elevata capacità di spesa.







