Milan, Capello critica Amorim: «Difesa troppo esposta»

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Cronache Mercato
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Fabio Capello ha offerto la sua visione sul nuovo Milan guidato da Ruben Amorim, descrivendo una squadra che gli ha trasmesso la netta sensazione di essere un cantiere aperto. In un suo recente intervento, l’ex allenatore ha evidenziato come manchi solo il cartello “lavori in corso” per descrivere la situazione attuale.

Secondo l’analisi, l’inizio della Serie A è imminente e la chiusura del calciomercato non è lontana, eppure la distanza dall’Inter campione d’Italia appare ancora molto difficile da colmare in un tempo così ristretto. Per Amorim, al suo esordio nel campionato italiano, al Milan è tutto nuovo. Capello ha dichiarato di apprezzare l’ambizione con cui il tecnico portoghese si è presentato, ma ha voluto mettere in guardia: «tra la filosofia e la pratica ci passa il mondo».

Bei concetti come il pressing alto, l’anima offensiva e la volontà di dominare la partita, ha spiegato, richiedono una grande predisposizione da parte dei giocatori e mesi di lavoro per essere assimilati. L’ultima amichevole disputata contro il Chelsea ha fornito un esempio concreto, mostrando come le idee dell’allenatore possano esporre una difesa non impeccabile a situazioni di grave pericolo. «A tratti ho avuto la sensazione che all’avversario venisse detto il classico “prego, si accomodi”», ha commentato Capello.

La sua analisi ha toccato anche la gestione della rosa. Il Milan deve ancora integrare a pieno regime due figure chiave come Maignan e Rabiot, e l’ex tecnico non ha nascosto il suo disappunto per la notizia del loro rientro posticipato. Allo stesso modo, i nuovi acquisti Gila e Ramos si sono visti ancora troppo poco per poter essere giudicati, lasciando incerta la fisionomia dell’undici titolare.

Questa situazione complessiva ha alimentato in Capello l’impressione di una certa confusione generale, a cominciare dalla delicata posizione di Leao. «Rafa si è sopravvalutato chiamando pubblicamente la Premier League e, dovesse rimanere, starei attento alla reazione di San Siro alla prima rincorsa mancata», ha avvertito.

In conclusione, si è augurato che un prossimo incontro tra la proprietà, nella persona di Cardinale, e l’allenatore Amorim possa finalmente mettere ordine. Un confronto necessario per dare la giusta spinta al mercato negli ultimi venti giorni. Il tutto avendo chiaro un concetto per lui imprescindibile: il Milan deve tornare ad avere un’anima italiana. Ecco perché ha auspicato che giovani come Camarda, Comotto, Bartesaghi e Torriani restino stabilmente in rosa.

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