PIEDIMONTE MATESE – Un gesto tanto coraggioso quanto disperato, quello di una madre che, trovando la droga nelle tasche del figlio, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte ma di rivolgersi ai Carabinieri. È da questa drammatica scoperta familiare che ha preso il via un’indagine lampo che, nella giornata di ieri, ha portato alla denuncia in stato di libertà di un 34enne del posto, ritenuto dagli inquirenti il presunto fornitore della sostanza stupefacente. L’uomo è ora gravemente indiziato del reato di spaccio, sebbene, come da prassi, viga su di lui la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Tutto ha inizio nel pomeriggio di ieri, lunedì 10 agosto, quando una donna del territorio matesino si è presentata presso la caserma dei Carabinieri della Stazione di Piedimonte Matese. Nelle sue mani, un piccolo ma pesantissimo fardello: quattro involucri che aveva appena rinvenuto all’interno della tasca di un paio di pantaloni appartenenti al figlio. Un pomeriggio come tanti, forse dedicato alle faccende domestiche, trasformatosi in un incubo nel momento in cui le sue dita hanno toccato non monete o scontrini, ma il liscio e inconfondibile involucro della droga.
Senza esitazione, la donna ha consegnato tutto ai militari dell’Arma, dando di fatto il via all’attività investigativa. Gli uomini del Comandante di Stazione hanno immediatamente preso in carico gli involucri, procedendo al sequestro e agli accertamenti qualitativi e quantitativi. L’analisi ha confermato i peggiori timori: si trattava di tre cilindri di plastica termosaldati contenenti eroina, per un peso complessivo di 2,31 grammi, e di un quarto involucro in cellophane contenente cocaina, del peso di 1,93 grammi. Un mix letale di sostanze, pronto per essere consumato o forse ceduto a sua volta.
A quel punto, l’urgenza per i Carabinieri è diventata duplice: da un lato, mettere in sicurezza la sostanza, dall’altro, risalire la filiera dello spaccio per individuare il responsabile della cessione. Attraverso una meticolosa attività di ricostruzione, basata presumibilmente anche sulle informazioni raccolte dal giovane, i militari hanno iniziato a tessere la tela investigativa. Gli approfondimenti condotti in poche ore hanno permesso di acquisire elementi ritenuti solidi e convergenti verso un unico soggetto.
Il cerchio si è stretto attorno a un 34enne, residente a Piedimonte Matese ma di fatto domiciliato nel vicino comune di Alife. Un volto non nuovo alle forze dell’ordine, già gravato da precedenti di polizia specifici proprio in materia di stupefacenti. Raccolti gli indizi necessari, i Carabinieri lo hanno identificato e deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.
L’intera partita di droga è stata posta sotto sequestro e messa a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ora coordina il prosieguo delle indagini. I Carabinieri di Piedimonte Matese continueranno a lavorare per chiarire ogni aspetto della vicenda, verificando l’eventuale esistenza di una rete di spaccio più ampia e il coinvolgimento di altri soggetti. Resta l’amaro spaccato di una famiglia travolta dal tunnel della droga e il coraggio di una madre che, con la sua denuncia, ha acceso un faro su una realtà sommersa e pericolosa.









