Tre consiglieri scrivono alla Meloni: “Pozzuoli, serve lo stato d’emergenza”

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Lydia De Simone e Guido Iasiello
Lydia De Simone e Guido Iasiello

POZZUOLI – C’è una domanda che torna a pesare sulla gestione della crisi dei Campi Flegrei: cosa è cambiato tra la relazione tecnica del Comune del 6 agosto e la posizione assunta successivamente sullo stato di emergenza nazionale? A porla sono i consiglieri comunali Lydia De Simone, Vincenzo Figliolia e Guido Iasiello, che hanno scritto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro Nello Musumeci, al capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, al prefetto Michele di Bari, al presidente della Regione Roberto Fico e al sindaco Gigi Manzoni. Al centro della lettera c’è il documento predisposto dagli uffici comunali e trasmesso al sindaco il 6 agosto per supportare una eventuale richiesta di emergenza nazionale. Secondo i consiglieri, nella relazione viene indicato il superamento della “soglia di sostenibilità tecnica, amministrativa e finanziaria dell’Ente”, con strumenti ordinari ritenuti insufficienti per gestire la situazione. Da qui nasce il dubbio: se il Comune ha certificato una difficoltà di queste proporzioni, perché oggi lo stato di emergenza non viene considerato necessario?

La discussione istituzionale si è concentrata soprattutto sulla legge speciale per i Campi Flegrei, che potrebbe offrire una risposta strutturale. Ma per i tre consiglieri non dovrebbe essere alternativa a un intervento immediato. Dietro il confronto istituzionale ci sono infatti famiglie fuori casa, edifici da controllare, interventi di sicurezza e attività economiche alle prese con l’incertezza. A Pozzuoli la crisi continua a produrre conseguenze concrete e a chiedere risposte rapide, mentre la macchina amministrativa deve far fronte a una situazione che, secondo la relazione richiamata dai consiglieri, avrebbe ormai superato la gestione ordinaria. Per questo De Simone, Figliolia e Iasiello chiedono di sapere se la richiesta di stato di emergenza sia stata effettivamente trasmessa agli organi competenti e, in caso contrario, per quali ragioni. Vogliono inoltre capire se dopo il documento del 6 agosto siano state effettuate nuove valutazioni tecniche in grado di modificare il quadro. Una verifica che, secondo i consiglieri, dovrebbe chiarire quale sia oggi la reale posizione delle istituzioni sulla gestione dell’emergenza.

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