Barrientos si racconta: Messi, l’Inter e gli infortuni

84
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Gli infortuni e le operazioni subite hanno segnato la carriera di Pablo Barrientos, ma non ne hanno scalfito la forza mentale. L’ex fantasista, catapultato in Russia a 21 anni, ha trovato a Catania una vera casa e un’identità, quella del “Pitu”, con cui è ancora ricordato dai tifosi rossazzurri.

Il periodo più difficile è stato legato ai numerosi interventi chirurgici. Dopo un’operazione, i medici gli hanno comunicato che esisteva la possibilità concreta che non avrebbe più potuto giocare. Nonostante la diagnosi, Barrientos non si è arreso e ha continuato a lavorare con ancora più determinazione, trovando proprio a Catania un ambiente che lo ha sostenuto.

L’ex giocatore ha raccontato di come, al suo ritorno dalla sala operatoria, trovasse sempre qualcuno pronto ad accoglierlo: dallo staff medico ai ristoratori, fino al barista di fiducia. Un affetto che ha promesso di tornare un giorno a ringraziare di persona, portando con sé la sua famiglia per mostrare al figlio una città che gli ha regalato momenti indimenticabili.

Quel Catania era un gruppo speciale. Barrientos ha ricordato con un sorriso gli scherzi con l’amico Adrian Ricchiuti e la reazione divertita dell’allenatore Vincenzo Montella. Un ruolo chiave lo ha avuto il dirigente Pietro Lo Monaco, che ha definito ‘calcisticamente un padre’ per il suo costante supporto, soprattutto nei momenti più bui.

La sua avventura in Sicilia sarebbe potuta finire prima. Nel 2012 ci fu un interesse concreto dell’Inter, ma la trattativa non andò in porto. Di quel periodo, l’argentino ha conservato il ricordo speciale di un incontro con Javier Zanetti nel tunnel di San Siro, definendolo ‘un onore’ e una delle cose belle che il calcio regala.

Nei suoi ricordi c’è anche un giovanissimo Lionel Messi, suo compagno nell’Argentina Under 20. Barrientos, che all’epoca indossava la 10, ha descritto il futuro Pallone d’Oro come una persona umile e semplice, con cui condivideva il mate e le chiacchierate. Si capiva già allora che era di un’altra categoria, ma è l’aspetto umano ad essere rimasto impresso.

Il calcio resta la sua vita. Dopo aver ricoperto il ruolo di presidente del club della sua città, il Jorge Newbery, continua a seguire la sua passione. L’eredità di Messi, ha concluso, sarà enorme, anche se il giorno del suo addio alla Nazionale sarà triste per un intero Paese che, grazie a lui e a Maradona, ha trovato la felicità nei momenti difficili.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome