A dodici mesi di distanza, la campagna acquisti della Roma firmata dall’ex direttore sportivo Ricky Massara sta per essere completamente smantellata. Le cessioni quasi definite di Robinio Vaz all’Hull City e di Ziolkowski al Monza rappresentano l’ultimo capitolo di una strategia voluta dal tecnico Gasperini.
Questa operazione di mercato è un segnale evidente del difficile rapporto professionale tra l’allenatore e Massara, culminato con l’addio del dirigente, ora alla Juventus. Le tensioni tra i due, tuttavia, non si sono placate, come dimostrano i recenti incroci di mercato per giocatori come Celik e Kessie, sui quali anche il club bianconero ha mostrato interesse.
Della squadra costruita da Massara, resteranno a Roma soltanto Wesley e Malen. Gasperini ha sempre rivendicato la paternità di queste due operazioni, avendo seguito personalmente le trattative. Tutti gli altri sono stati ceduti o sono in procinto di partire: prima è toccato a Bailey, Ferguson e Tsimikas, poi a Venturino e Zaragoza. Ora si aggiungono Ziolkowski e Robinio Vaz, pagati rispettivamente 6,6 e 22 milioni, che andranno in prestito. Anche il futuro di El Aynaoui è in bilico, poiché non ha convinto il tecnico.
Gasperini non ha nascosto la sua soddisfazione per la nuova direzione, affermando dopo una recente partita: “Quest’anno stiamo mettendo i giocatori giusti al posto giusto”. Una chiara allusione al miglior rapporto con l’attuale ds, Tony D’Amico, che ora lavora per completare la rosa.
Con la liquidità ottenuta dalla cessione di Vaz, la Roma cercherà di ingaggiare un nuovo esterno sinistro. I nomi sul taccuino sono quelli di Gittens e Fofana. Proprio la gestione di quel ruolo era stata un anno fa motivo del primo grande scontro tra Gasperini e Massara, legato ai nomi di Sancho e Fabio Silva.
Le divergenze tra i due sono emerse in più occasioni: dalla frenata di Massara sull’operazione Sancho, smentita dal tecnico, fino alle discussioni a Trigoria in cui Gasperini accusava il ds di lentezza, nonostante i limiti imposti dal Fair Play Finanziario. Anche a gennaio i dissapori sono proseguiti, con il veto dell’allenatore su Raspadori e la preferenza per Malen rispetto a Zirkzee. L’addio di Massara è stata la naturale conseguenza di queste divergenze, le cui scorie influenzano ancora oggi le strategie del club.




