SAN FELICE A CANCELLO – Un’immensa colonna di fumo nero e un acre odore chimico stanno soffocando il territorio a cavallo tra le province di Benevento, Caserta e Avellino. L’imponente incendio divampato all’interno di un impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti nella zona Pip di Airola ha mandato in fumo circa un milione di metri cubi di materiale, tra cui una vasta quantità di pneumatici. Le operazioni di spegnimento e smassamento da parte dei vigili del fuoco si preannunciano complesse e richiederanno diversi giorni, rendendo persino necessario l’impiego di dispositivi robotizzati per operare in sicurezza all’interno del sito.
La nube tossica, spinta dalle correnti aeree, ha rapidamente invaso i centri abitati della Valle di Suessola – investendo direttamente i comuni di San Felice a Cancello, Arienzo e Santa Maria a Vico – oltre a spostarsi verso i comuni del Partenio quali Cervinara, Rotondi, Roccabascerana e San Martino Valle Caudina e quelli del Beneventano come Arpaia, Montesarchio e altri. La popolazione, fortemente preoccupata per le esalazioni, è stata costretta a serrarsi in casa.
Nel frattempo, i sindaci dell’area stanno coordinando le prime misure precauzionali insieme alle Prefetture di Benevento ed Avellino e alla Asl, mentre l’Arpac ha già posizionato campionatori ad alto flusso e laboratori mobili per il monitoraggio costante di polveri sottili, diossine, furani e idrocarburi aromatici. I primi esiti analitici sono attesi a breve, e la Asl di Benevento ha già previsto una mappatura fino a tre chilometri dal rogo per avviare i successivi controlli a tutela delle aziende agricole e zootecniche del comprensorio. Di fronte alla gravità della situazione e ai possibili impatti socio-economici, i Primi Cittadini hanno condiviso la volontà di richiedere la dichiarazione dello stato di calamità alla Regione Campania e al Governo.
Sulla vicenda si registra anche la presa di posizione dei cittadini del territorio. Raffaele Diglio ha inoltrato un formale esposto urgente, trasmesso via pec ai Prefetti di Benevento e Caserta, all’Arpac e ai sindaci della zona. Il documento sollecita l’istituzione immediata di un tavolo di crisi interprovinciale, il potenziamento delle centraline mobili di rilevamento nei comuni casertani maggiormente colpiti dalle ricadute dei fumi e la massima trasparenza nella diffusione dei dati analitici.
L’obiettivo dell’esposto è fare in modo che le istituzioni adottino tempestivamente tutte le ordinanze necessarie a tutelare la salute pubblica e il settore agroalimentare locale, fornendo risposte chiare a una comunità che vive ore di forte. I Comuni ad aver emesso le ordinanze in relazione all’inquinamento dell’aria sono San Felice a Cancello, Arienzo, Cervino e Santa Maria a Vico. Quella firmata dal sindaco di San Felice a Cancello Emilio Nuzzo prevede anche la sospensione delle attività che si svolgono all’aperto; la chiusura degli asili nido e delle strutture private per l’infanzia interessate dal provvedimento; le ulteriori misure precauzionali che dovessero rendersi necessarie sulla base delle indicazioni delle autorità competenti.
Per il Comune di Santa Maria a Vico alle 16 e 20 circa di ieri, i sensori della rete Ancler presenti in diversi punti del territorio comunale mostrano valori di particolato contenuti e contrassegnati in verde. Dalle rilevazioni consultate, i valori di PM10 risultano compresi tra 2 e 9 µg/m³, mentre anche PM2,5 e PM1 si mantengono su livelli contenuti. Le rilevazioni riguardano diverse zone del territorio, tra cui via Nazionale, via Martiri del 1799, via Ferdinando d’Aragona e via Cimitero / Via Napoli. Un quadro al momento positivo che continueremo a monitorare nelle prossime ore.
Le procedura previste dalle ordinanza erano state in parte anticipate dalla dirigente sanitaria Antonella Guida con cui gli enti locali si sono raccordati per mettere a punto le limitazioni volte ad evitare danni alla salute dei residenti.







