NAPOLI – Una vetrina patinata sui social network, fatta di post accattivanti e video che promettevano trattamenti all’ultimo grido per la cura dell’immagine. Ma dietro il mondo virtuale di un sedicente centro estetico si nascondeva una realtà di totale illegalità, priva di qualsiasi norma igienico-sanitaria e fiscale. Un castello di carte fatto crollare da un’operazione ad “alto impatto” dei Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale, che hanno setacciato la periferia est del capoluogo, portando alla luce non solo l’attività fantasma, ma anche una serie di altri reati.
L’operazione, scattata nelle scorse ore, si è concentrata su un locale che, almeno sulla carta digitale, offriva un pacchetto completo per il benessere: da acconciature e trattamenti estetici fino a pratiche più invasive come piercing e tatuaggi. Insospettiti dalla natura sfuggente dell’attività, i militari dell’Arma, coadiuvati dal personale specializzato dell’Asl di Napoli, hanno deciso di andare oltre lo schermo dello smartphone e verificare di persona.
Una volta varcata la soglia, il quadro è apparso immediatamente chiaro. La titolare, una donna del posto, esercitava la professione senza possedere alcun titolo abilitativo o autorizzazione sanitaria, requisiti indispensabili per garantire la sicurezza e la salute dei clienti, specialmente per procedure delicate come i tatuaggi. Durante l’ispezione è emerso inoltre che l’intera attività era condotta “in nero”, con la sistematica omissione dell’emissione di ricevute fiscali. Di fronte a un’illegalità così manifesta, per i Carabinieri non c’è stata altra scelta che porre i sigilli al locale, che è stato sottoposto a sequestro. Per la donna è scattata una sanzione amministrativa complessiva di 1.500 euro, oltre alla denuncia per esercizio abusivo della professione.
Ma il blitz dei militari non si è fermato al centro estetico. L’operazione di controllo straordinario del territorio ha prodotto un bilancio ben più pesante, segno di una presenza capillare dello Stato in aree complesse della città. In totale sono state identificate 80 persone e controllati 42 veicoli, con l’elevazione di 18 contravvenzioni al codice della strada per varie infrazioni.
Nel corso dei controlli, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria altre cinque persone. Un uomo di 65 anni è stato denunciato per furto di energia elettrica: i Carabinieri, insieme ai tecnici dell’Enel, hanno accertato la manomissione del contatore della sua abitazione, bypassato con un allaccio abusivo per sottrarre corrente alla rete pubblica. Dovranno invece rispondere di evasione tre persone che si trovavano agli arresti domiciliari. Un 72enne, un 47enne e un 35enne sono stati sorpresi dai militari fuori dalle rispettive abitazioni, in palese violazione delle misure cautelari a loro carico. Per gli ultimi due, il 47enne e il 35enne, i guai non sono finiti qui: sono stati infatti denunciati anche perché sorpresi alla guida di veicoli senza aver mai conseguito la patente, risultando peraltro recidivi nel biennio. Infine, un 31enne è stato denunciato per porto abusivo di armi, poiché trovato in possesso di un coltello a serramanico con una lama di ben 20 centimetri, un’arma a tutti gli effetti che portava con sé senza giustificato motivo.







