Un capitolo lungo quasi trent’anni sembra destinato a chiudersi. Piero Ausilio e l’Inter si preparano alla separazione, un addio che potrebbe concretizzarsi ben prima della scadenza naturale del contratto, fissata per giugno 2027. Secondo indiscrezioni autorevoli, l’uscita del direttore sportivo potrebbe avvenire già prima della finestra di mercato invernale di gennaio.
Alla base della rottura ci sarebbe la volontà dello stesso dirigente, che avrebbe comunicato da tempo alla proprietà l’intenzione di non prolungare il suo accordo. La novità risiederebbe nella reazione del club: la nuova dirigenza targata Oaktree non avrebbe tentato di trattenerlo, accettando la sua decisione e aprendo di fatto le porte a un ricambio manageriale. Si profila quindi una risoluzione consensuale che segna l’inizio di una nuova fase per l’area sportiva nerazzurra.
La storia di Ausilio all’Inter ha avuto inizio nel lontano gennaio 1998, quando ha mosso i primi passi come segretario del settore giovanile. La sua scalata è stata costante e metodica: nel 2001 è diventato responsabile organizzativo del vivaio, per poi assumerne la piena direzione. La promozione in prima squadra è arrivata a dicembre 2010, con la nomina a direttore sportivo, inizialmente in affiancamento a Marco Branca.
Negli anni successivi, Ausilio è diventato il punto di riferimento tecnico del club, sopravvivendo a ben quattro cambi di proprietà. Ha rappresentato l’elemento di continuità attraverso l’era di Massimo Moratti, la transizione con Erick Thohir, il ciclo vincente di Suning e Steven Zhang, fino al recente passaggio di consegne al fondo statunitense Oaktree. La sua capacità di adattamento lo ha reso una figura centrale in quasi tre decenni di storia interista.
Sotto la sua gestione dell’area sportiva, l’Inter ha costruito cicli importanti, culminati con la conquista di numerosi trofei. Tra i successi più significativi figurano due Scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, oltre alla storica finale di Champions League raggiunta nel 2023. La sua eredità è legata anche a operazioni di mercato strategiche, come gli acquisti di talenti del calibro di Lautaro Martínez e Nicolò Barella, diventati pilastri della squadra.
Con l’addio di Ausilio, si apre una fase di profonda ristrutturazione per l’Inter. Il club dovrà individuare un nuovo profilo per guidare l’area tecnica, un manager in linea con la filosofia di Oaktree, incentrata su sostenibilità finanziaria e competitività. Tra le ipotesi si valuta sia una soluzione interna, con la promozione del suo vice Dario Baccin, sia la ricerca di una figura esterna di caratura internazionale.
Per quanto riguarda il futuro del dirigente, le piste che in passato lo avevano accostato all’Arabia Saudita, in particolare all’Al Hilal, sembrano essersi raffreddate. Il suo nome rimane comunque uno dei più rispettati nel panorama europeo e non mancheranno le opportunità per un nuovo, prestigioso incarico. La sua partenza chiuderà un’era, lasciando un’eredità complessa e un vuoto significativo da colmare nella dirigenza nerazzurra.






