Si è conclusa l’esperienza di Santiago Gimenez con la maglia del Milan. Dopo un anno e mezzo caratterizzato da alti e bassi, l’attaccante messicano è ripartito dal Portogallo per vestire la maglia del Porto, allenato da Farioli. Si tratta di un’opportunità importante per il centravanti, che cercherà di ritrovare la forma e la vena realizzativa ammirate ai tempi del Feyenoord.
A svelare i retroscena dell’operazione è stato il padre del giocatore, Christian ‘Chaco’ Gimenez. “Questa trattativa si è protratta parecchio e per fortuna si è conclusa bene, anche se ha richiesto più tempo del previsto”, ha dichiarato. “Stavamo già parlando da circa venti giorni con il club portoghese, che è stato uno dei primi a farsi avanti”.
“Ci sono state, poi, delle decisioni da parte della dirigenza rossonera riguardo Santi”, ha continuato. “Secondo loro, se non avesse trovato una sistemazione sarebbe rimasto sei mesi senza giocare. Questo lo rendeva sempre più disperato e, con la chiusura del calciomercato che si avvicinava, la situazione si è complicata”.
Il padre del calciatore ha poi spiegato le motivazioni che hanno portato alla scelta del club lusitano. “Santi è un ragazzo molto riflessivo. Noi non guardiamo solo i nomi delle squadre, ma anche l’allenatore, lo stile di gioco, le varianti offensive e la partecipazione alle coppe europee. Ci sono tantissimi fattori che influenzano una decisione”.
“Pensavamo che la squadra italiana sarebbe stata una grande opportunità, anche perché mio figlio è cresciuto vedendo le imprese di quel club”, ha aggiunto. “La verità, però, è che per me il nuovo team rappresenta un buon passo avanti: competerà per il titolo nazionale e giocherà in Champions League, con una rosa davvero ottima”.
Infine, un commento sugli ultimi difficili mesi a Milano, segnati da un infortunio. “Quando ha giocato, ha disputato nove partite continuando a scendere in campo nonostante il problema fisico. Non voleva fermarsi perché era titolare e perché gli altri attaccanti erano infortunati”.
“Santi non prende nessun farmaco, ma si prendeva persino un antidepressivo pur di giocare, perché non c’erano altre opzioni”, ha rivelato. “Ci sono questioni che forse il mondo non conosce, ma io sì. Nelle prime nove partite prima dell’infortunio era un titolare fisso. Quando è tornato, la squadra ha subito un crollo enorme, passando dal primo al quinto posto. Fa tutto parte del percorso di crescita, ha 25 anni e ha segnato 99 gol in carriera”.




