Jhon Lucumì, nuovo pilastro difensivo della Juventus, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore bianconero, affrontando subito un tema che aveva generato discussioni. Il centrale colombiano, prelevato dal Bologna per rinforzare la retroguardia a disposizione del tecnico, ha voluto fare chiarezza su un episodio avvenuto nella passata stagione che lo aveva visto protagonista di un acceso scambio di battute con Francisco Conceição, allora avversario e ora suo compagno di spogliatoio a Torino.
L’episodio, immortalato dalle telecamere, aveva lasciato intendere una certa tensione tra i due. Lucumì ha però smentito categoricamente l’esistenza di un problema, raccontando come tutto si sia risolto immediatamente. «Il bisticcio con Conceição? Quelle sono cose che rimangono in campo e si chiudono lì», ha spiegato il difensore. «La verità è che in nessun momento l’ho fatto con l’intenzione di litigare. Subito dopo la partita abbiamo discusso e gli ho detto: “Fratello, non è successo assolutamente niente”».
Il giocatore ha poi aggiunto dettagli sulla conversazione, sottolineando il rispetto reciproco. «Mi sono scusato se gli ho mancato di rispetto in qualche momento, non l’ho fatto con cattive intenzioni. Lui, mostrando la sua personalità e la classe che lo contraddistingue, mi ha risposto: “Fratello, non è successo nulla, non ho dato importanza a quella cosa”. Oggi abbiamo un grande rapporto». Un chiarimento importante per iniziare la nuova avventura senza ombre e per cementare da subito l’armonia nel gruppo.
L’intervista ha poi toccato un altro argomento significativo: il lavoro con il commissario tecnico della Nazionale, Luciano Spalletti. Il difensore ha descritto un allenatore estremamente esigente, la cui mentalità si sposa con la cultura vincente che ha sempre caratterizzato la Juventus. Le sue parole delineano un tecnico che non lascia nulla al caso e che pretende il massimo impegno dai suoi uomini per raggiungere gli obiettivi prefissati.
«È un tecnico molto esigente: vuole vincere sempre, vuole giocare alla perfezione e vuole che la sua squadra stia molto bene», ha affermato il neo-juventino. «Quindi sì, si va “in guerra”, avendo però tutti gli strumenti per farlo. Durante la settimana lavoriamo molto forte per arrivare agli impegni nelle migliori condizioni. Lo vediamo come il leader e dobbiamo seguire tutte le sue indicazioni per essere più vicini ai traguardi che vogliamo raggiungere».




