L’appalto delle tumulazioni a Casapesenna chiesto in cambio dei voti

La ricostruzione dei carabinieri: a urne appena chiuse, la richiesta (intercettata) che Garofalo avrebbe rivolto a Michele Diana

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Costantino Garofalo, accusato di associazione mafiosa, e l'assessore Michele Diana (non indagato)

CASAPESENNA – Aveva garantito voti, contribuendo – seguendo la ricostruzione dei carabinieri – alla vittoria della coalizione guidata da Giustina Zagaria. E, a urne appena chiuse, Costantino Garofalo chiede la sua contropartita: il bando per le tumulazioni del cimitero comunale. È uno dei passaggi messi nero su bianco dai militari dell’Arma nell’indagine della Dda che, lo scorso luglio, lo ha portato in carcere, con l’accusa di associazione mafiosa (gruppo Zagaria), insieme ad altri sette indagati.

Gli investigatori hanno ricostruito un interesse costante di Garofalo verso le elezioni del 2024. Il suo nome, infatti, è stato più volte collegato al procacciamento di preferenze per diversi candidati al consiglio comunale: Marcello De Rosa, Federica Cirillo, Michele Diana e Patrizio Fontana.

La chiacchierata in macchina

Il nodo delle tumulazioni affiora nella notte del 10 giugno 2024: è trascorsa la mezzanotte da diversi minuti, i seggi hanno chiuso da poche ore e lo spoglio è previsto per il pomeriggio. Garofalo e Michele Diana sono in auto. La conversazione viene intercettata e, per i militari del Nucleo investigativo di Caserta, fotografa la richiesta avanzata da Garofalo in cambio dell’appoggio elettorale: Diana deve impegnarsi affinché il bando per le tumulazioni non gli sfugga.

Il candidato, stando alle intercettazioni, garantisce che non glielo farà sfuggire. Garofalo spiega di non temere l’arrivo di imprese da Napoli, ma di essere preoccupato che possano entrare nel settore altri operatori, con il rischio di perdere spazio nella propria attività. Diana lo rassicura, escludendo che ciò possa accadere.

Il servizio delle tumulazioni è centrale per l’attività di pompe funebri che Garofalo gestisce a Casapesenna. Nell’inchiesta, l’uomo è indagato (infatti) anche per concorrenza illecita aggravata dal metodo mafioso, proprio in relazione al business dei funerali.

Secondo la ricostruzione investigativa, il timore manifestato nella conversazione è quello dell’ingresso di una ditta esterna in un settore ancora affidato, nel Comune, al custode del cimitero.

L’incontro in Municipio

Il 29 luglio 2024, dopo la vittoria della coalizione capeggiata da Giustina Zagaria, l’argomento torna sul tavolo, questa volta all’interno del Municipio. I carabinieri captano un confronto al quale partecipano Garofalo, il sindaco e Marcello De Rosa. Quest’ultimo, con estrema prudenza, come notano i militari dell’Arma, introduce il tema delle tumulazioni e spiega che il problema deve essere affrontato entro la fine di agosto. L’idea è avviare una manifestazione di interesse alla quale Garofalo intende partecipare.

De Rosa evidenzia la necessità di regolarizzare la situazione e di affrontarla coinvolgendo Michele Diana, indicato come competente per il settore. Garofalo interviene sostenendo che si tratti di un passaggio normale.

De Rosa fa riferimento al numero delle tumulazioni e alla necessità di avviare una procedura pubblica. La Zagaria osserva che alcuni soggetti avevano partecipato in passato senza poi svolgere alcuna attività. De Rosa ribadisce che, subito dopo agosto, occorre procedere con la manifestazione di interesse e verificare le mosse dei potenziali partecipanti, per poi definire la linea dell’amministrazione
Per gli investigatori le intercettazioni del 10 giugno e del 29 luglio 2024 si collegano tra loro: prima la richiesta formulata a Diana subito dopo il voto; poi il confronto in Comune sulla manifestazione di interesse per il servizio, che – per quanto ci risulta – non sarebbe stato poi affidato a una ditta esterna (la manifestazione di interesse fu avviata, ma, stando a quanto abbiamo appreso, non ricevette candidature e il servizio non è stato assegnato ad alcuna società). Un quadro che, secondo la Dda, documenta il presunto tentativo di Garofalo – ritenuto dagli investigatori persona di riferimento del gruppo Zagaria – di incidere sulle scelte dell’amministrazione comunale.

L’indagine

Il sindaco Giustina Zagaria, Marcello De Rosa, dimessosi da consigliere comunale circa due mesi fa, Federica Cirillo, consigliera comunale, Patrizio Fontana, non eletto in Assise (era candidato nella lista perdente ‘Rinnoviamo Casapesenna’), e Michele Diana, assessore, ad oggi non risultano indagati e non compaiono nel provvedimento di fermo che ha portato ai recenti arresti. La loro presenza negli atti riguarda esclusivamente le attività investigative che ricostruiscono le presunte ingerenze di Garofalo nella politica locale. La conversazione tra Garofalo e Diana, registrata in auto, e l’incontro in Municipio non risultano, allo stato, oggetto di contestazioni di reato nei loro confronti. Resta ferma la presunzione di innocenza per tutti i soggetti tirati in ballo nell’inchiesta, coordinata dai pm Vincenzo Toscano, Vincenzo Ranieri e Alfredo Gagliardi, fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

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